La PA italiana accelera sulla trasformazione digitale grazie al PNRR
Dal Codice dell'Amministrazione Digitale al PNRR, la Pubblica Amministrazione italiana ridisegna processi e servizi, con le Camere di Commercio in prima linea.
La trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione italiana è un percorso avviato da vent'anni e accelerato dal PNRR, che intreccia identità digitale, piattaforme abilitanti e investimenti in competenze. Il sistema delle Camere di Commercio, con l'app Impresa Italia, mostra come questo cambiamento raggiunga concretamente le imprese.
Un cambiamento culturale, prima ancora che tecnologico
L'innovazione digitale nelle pubbliche amministrazioni rappresenta un cambiamento strutturale e culturale, che presuppone e determina un cambio di modello e di paradigma, oltre al ripensamento dei processi e delle relazioni con cittadini e portatori di interesse.
I comportamenti, le azioni quotidiane, la cultura, la comunicazione e la leadership della PA devono adattarsi a un mondo digitale, perché il cittadino sente il diritto di chiedere più semplicità, velocità e trasparenza nella gestione dei servizi pubblici, mentre gli enti hanno il dovere di fornire servizi con modalità più efficienti, inclusive e sostenibili, con un crescente coinvolgimento delle PMI innovative e con l'adozione di metodologie agili.
Il Codice dell'Amministrazione Digitale e le piattaforme abilitanti
Il percorso di innovazione è un processo avviato da oltre vent'anni, accelerato in fasi successive da interventi normativi, piani strategici e programmi di investimento ad hoc. Se in una prima fase l'obiettivo era introdurre strumenti informatici nei processi esistenti, oggi la sfida è integrare tecnologie e dati in un ecosistema coerente e interoperabile, a beneficio dell'Amministrazione dello Stato, degli operatori economici e dei cittadini.
La trasformazione digitale della PA trova il suo riferimento normativo centrale nel Codice dell'Amministrazione Digitale, introdotto nel 2005 come primo impianto organico volto a definire diritti digitali, obblighi per le amministrazioni e principi guida per l'innovazione del settore pubblico. Con il CAD, il digitale assume la modalità ordinaria di funzionamento della pubblica amministrazione, superando la funzione di semplice supporto ai processi esistenti. Nel tempo, il Codice è stato più volte aggiornato per accompagnare l'evoluzione tecnologica e normativa europea. Da qui derivano alcuni dei pilastri della digitalizzazione della PA, come l'identità digitale, con l'introduzione di SPID, della Carta d'Identità Elettronica e dei sistemi di autenticazione federata; le firme elettroniche e digitali, equiparate alla firma autografa; le PEC, il domicilio digitale e le comunicazioni elettroniche certificate.
Accanto al CAD, si è sviluppato un ecosistema normativo sempre più strutturato. L'Agenzia per l'Italia Digitale ha definito linee guida tecniche su interoperabilità, accessibilità, sicurezza e gestione dei dati, mentre il Dipartimento per la Trasformazione Digitale ha promosso la diffusione delle cosiddette piattaforme abilitanti, come SPID, PagoPA, il sistema IT-Wallet e l'app IO, pensate per creare standard comuni tra amministrazioni. L'accelerazione decisiva è arrivata con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ha trasformato la digitalizzazione in una priorità strategica.
Investimenti e benefici per la competitività del sistema Paese
Gli investimenti a favore della digitalizzazione dei processi, della creazione di competenze digitali, della migrazione verso infrastrutture tecnologiche più moderne, della gestione della cybersecurity e della creazione di framework tecnologici per la gestione dei big data della PA, sempre nel pieno e rigoroso rispetto della tutela della privacy del cittadino, sono tanto strategici quanto gli investimenti in infrastrutture fisiche a supporto dello sviluppo economico del Paese. Ne consegue uno Stato più efficiente e meno burocratico, in cui processi e servizi risultano semplificati e digitalizzati attraverso il business process reengineering, un supporto concreto per rendere più agile e competitivo il tessuto economico e produttivo del Paese. La competitività delle aziende italiane, del resto, dipende anche dalla competitività della macchina amministrativa.
Le Camere di Commercio, un modello di innovazione per le imprese
In Italia, il sistema delle Camere di Commercio rappresenta un modello virtuoso di innovazione e vicinanza al tessuto imprenditoriale, offrendo servizi digitali avanzati sia per la gestione degli adempimenti amministrativi, sia per accompagnare le piccole e medie imprese nella doppia transizione digitale ed ecologica. Come emerge dall'analisi degli utenti dell'app Impresa Italia, sviluppata da Infocamere per conto di Unioncamere e del sistema camerale per semplificare il rapporto tra imprenditori e Camere di Commercio e Pubblica Amministrazione, il dialogo da mobile con la PA mostra un forte gradimento tra gli imprenditori italiani, soprattutto per chi gestisce aziende con più di 10 addetti e opera nei settori dell'energia, dell'high-tech, dei servizi avanzati e della sanità. Proprio in questi giorni, infatti, è stato superato il traguardo di 1,5 milioni di imprese aderenti.
Da ricordare, inoltre, il Cassetto Digitale, che consente a ogni imprenditore di accedere con SPID o CIE ai documenti ufficiali della propria azienda, il Token Digital DNA e, non da ultimo, la rete dei Punti Impresa Digitale, riconosciuta come best practice per gli hub della rete europea per l'innovazione digitale, che hanno affiancato oltre 1 milione di imprese nella trasformazione digitale e sostenibile. In quest'ottica, il progetto PID-Next offre servizi gratuiti di assessment della maturità digitale e orientamento strategico per le aziende che puntano a Industria 4.0 e 5.0. Inoltre, i PID gestiscono anche migliaia di interventi formativi dedicati all'intelligenza artificiale e alla cybersecurity, per colmare i divari digitali delle piccole realtà.
Verso un ecosistema digitale integrato e permanente
È necessario, in conclusione, trasformare gli investimenti strategici del PNRR in cambiamenti permanenti, al fine di affermare un ecosistema integrato, sicuro e guidato dai dati, secondo le regole dell'OCSE e in coerenza con l'AI Act europeo, mitigando il più possibile i rischi connessi ai processi innovativi.

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Fonti
- Ministero delle Imprese e del Made in Italy
- AgID – Agenzia per l'Italia Digitale
- Normattiva
- SPID
- PagoPA
- Italia Domani – PNRR
- Unioncamere
- Agenda Digitale
- Impresa Italia
- Punti Impresa Digitale
- OCSE
- Commissione Europea
© Riproduzione riservata
Autore
Segretario Generale della Camera di Commercio di Messina, già alla guida delle CCIAA di Chieti e Crotone. Economista con Master Bocconi, esperta di governance pubblica, valutazione, competenze digitali e web marketing, già docente universitaria.
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