Elogio della bocciatura, quando la ripetenza diventa opportunità di crescita
Federico Mollo racconta nel suo libro come una bocciatura possa trasformarsi in un'occasione di crescita personale, non in un verdetto definitivo.
Alla fine dell'anno scolastico il voto resta lo strumento principale per misurare successo e insuccesso, ma libri come La fabbrica dei voti di Cristiano Corsini ed Elogio della bocciatura di Federico Mollo invitano a ripensarne il senso, mostrando come anche una ripetenza possa diventare occasione di crescita.
Il voto non basta a raccontare l'apprendimento
La fine dell'anno scolastico porta con sé una fase di bilanci per insegnanti, dirigenti e studenti, che ricevono una valutazione finale destinata a orientare il loro percorso successivo. Lo strumento che ancora oggi misura successo e insuccesso resta il voto, sempre più criticato perché approssimativo nel liquidare con un numero i complessi processi di apprendimento di ciascuno studente.
Il voto continua comunque a essere il principale mezzo che definisce lo scambio tra l'offerta formativa e la formazione realmente acquisita. Ma tra questi due estremi restano molti aspetti che un risultato numerico non racconta, come ha ampiamente dimostrato Cristiano Corsini nel suo lavoro intitolato La fabbrica dei voti (2025). Questa condizione rende spesso complicato per lo studente e per i suoi familiari comprendere il significato della valutazione ricevuta, specie quando le aspettative vengono tradite fino a trasformarsi in un vero e proprio trauma nel caso di una bocciatura.
La ripetenza come argomento di discussione critica
Il senso e le possibili ricadute di una ripetenza tornano con urgenza al centro del dibattito, dentro un contesto in cui le forme dell'apprendimento operano sulle competenze dello studente più che sulla somma dei contenuti disciplinari acquisiti. La domanda diventa allora in quale misura una bocciatura riconosca solo la scarsa quantità di sapere posseduto, piuttosto che la reale capacità dello studente di utilizzare le conoscenze acquisite.
Il libro di Federico Mollo e il valore della bocciatura
A queste domande risponde con argomentazioni articolate la recente pubblicazione di Federico Mollo, Elogio della bocciatura (2026), nella quale l'autore ripercorre la propria esperienza personale e mostra come una ripetenza possa diventare un'occasione di riscatto e crescita personale.
Alla base del ragionamento c'è la convinzione che la scuola non sempre sappia accompagnare gli studenti verso le loro naturali vocazioni: se la bocciatura è un fallimento, le responsabilità si dividono più o meno equamente tra chi la decide, la scuola, e chi la riceve, lo studente. Comprendere e motivare un giovane durante la sua formazione significa aiutarlo a fare luce sugli orizzonti possibili del suo futuro di cittadino adulto. Se questa prospettiva manca, è lo stesso progetto educativo a fallire, come evidenzia l'autore, secondo cui un ragazzo bocciato è un ragazzo che non è stato visto da nessuno.
Le intelligenze multiple e le strade ancora da scoprire
La bocciatura non è comunque mai un giudizio complessivo sulla persona, attorno al voto negativo restano infinite possibilità legate a tutto ciò che deve ancora accadere nella vita di un ragazzo. Facendo riferimento alla teoria delle intelligenze multiple dello psicologo statunitense Howard Gardner, lo stesso Federico Mollo ricorda come una strada che si chiude inviti non a fermarsi ma a cercare il proprio talento imboccando altre direzioni, anche impensate fino a quel momento.
È proprio in questo spazio che trovano posto le nuove opportunità, superando le sbarre fittizie di un giudizio che, per la sua natura semplificante, non potrà mai essere esaustivo delle potenzialità che si nascondono dentro ogni persona.
Ripensare la valutazione, dall'errore a Franti
L'attuale sistema di valutazione può rivedere i parametri a cui ogni scuola deve progressivamente riferirsi. Allo stesso tempo, la consapevolezza che ogni errore possa diventare occasione di apprendimento deve guidare i tempi della formazione di ogni giovane e diventare strumento di un apprendistato efficace.
Questo elogio della bocciatura ricorda per analogia un altro celebre elogio sulle distopie del mondo scolastico, quello ironico e dissacrante dedicato a Franti, l'alunno ribelle del libro Cuore, scritto da Umberto Eco negli anni '60 del secolo scorso. Entrambi parlano di stereotipi da riconsiderare da una prospettiva opposta, e ricordano come dentro un sistema educativo non esistano errori o fallimenti incapaci di accendere sempre nuovi orizzonti.

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Fonti
1. Laterza
2. Sky TG24
3. Howard Gardner (sito ufficiale)
4. Doppiozero
© Riproduzione riservata
Autore
Dirigente scolastico, formatore e pubblicista, ha insegnato Comunicazione di massa all’Università di Messina ed è stato consulente per la didattica del cinema. Oggi fa parte del Comitato Tecnico-Scientifico dell’ANDiS.
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