Il modello inglese dei college per adulti che manca in Italia
In Inghilterra i college pubblici uniscono formazione, lingua e socialità per ogni età; in Italia le stesse funzioni restano frammentate tra enti diversi
Un'insegnante italiana a Southend racconta come i college pubblici britannici offrano istruzione, corsi professionali e attività sociali a persone di ogni età e reddito. Il confronto con i CPIA italiani mostra un sistema più frammentato, privo di un luogo unico dedicato alla coesione comunitaria.
Vent'anni di insegnamento tra due sistemi educativi
Sono italiana, vivo in Inghilterra dal 1998 e da quasi trent'anni osservo due sistemi educativi con occhi che appartengono ad entrambi. Dal 2007 insegno al Southend City Community College, una delle realtà di istruzione pubblica per adulti più attive dell'Essex, dove mi occupo di programmazione didattica, coaching e mentoring dei colleghi in formazione, insegno corsi ESOL, italiano per stranieri e percorsi abilitanti all'insegnamento.
Il college serve oltre cinquemila studenti l'anno ed è un presidio educativo territoriale, diverso sia dall'università sia dalla scuola superiore tradizionale, aperto a chiunque abbia sedici anni o più. I corsi offrono diplomi base per inglese e matematica, qualifiche professionali e apprendistati. Una parte distaccata dell'edificio è interamente dedicata al SEN (Special Educational Needs), con strutture attrezzate e insegnanti specializzati che preparano questi ragazzi ad inserirsi nel mondo del lavoro.
Corsi per ogni età, finanziati come prevenzione sociale
Per chi non lavora o è in pensione, il college offre corsi di musica, storia, storia dell'arte, pittura, ceramica, lingue, yoga, pilates, giardinaggio e altro. Questi corsi rispondono a un bisogno sociale documentato, quello di mantenere la mente attiva e le relazioni sociali vive, come metodo per ridurre il declino cognitivo e l'isolamento, e il governo britannico li finanzia perché li considera prevenzione. Per le categorie più vulnerabili i corsi sono completamente gratuiti, mentre per tutti gli altri esiste una tariffa proporzionale al reddito, sussidiata dallo stato. I corsi ESOL per stranieri e immigrati sono gratuiti e necessari per ottenere la residenza e la cittadinanza.
Diventare insegnanti e il valore del volontariato
Chi vuole iniziare a insegnare senza una qualifica deve accreditarsi entro i primi due anni, con un corso finanziato dal college stesso a patto che il docente resti a lavorare per due anni nell'istituzione. È un investimento reciproco e funziona. Accanto ai docenti lavora un piccolo esercito di volontari che affiancano le classi come assistenti, giovani che cercano esperienza pratica e pensionati che hanno competenze da offrire. Il volontariato qui è considerato un alto contributo sociale ed è molto ben visto per l'impiego.
Il modello americano dei community college sotto pressione
Questo modello non è solo britannico. Negli Stati Uniti i Community College hanno rappresentato per decenni il principale canale di mobilità sociale. Non è un caso che Jill Biden, da First Lady, abbia scelto, finché le è stato possibile, di non lasciare il suo posto di docente in un community college della Virginia, sapendo quanto quei corsi contassero per la comunità. Oggi purtroppo questa rete è sotto attacco dall'amministrazione Trump, che ha tagliato finanziamenti federali colpendo programmi di supporto agli studenti più vulnerabili.
Il panorama frammentato dell'istruzione degli adulti in Italia
Guardando all'Italia, le strutture esistono, ma spesso i cittadini stessi le ignorano. I CPIA, Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti, sono scuole statali presenti su tutto il territorio, anche a Roma. A Roma operano anche Centri di Formazione Professionale comunali, finanziati da Regione Lazio e Fondo Sociale Europeo, mentre il Programma GOL accompagna il reinserimento lavorativo di disoccupati, donne, over 50 e persone con disabilità. Per gli stranieri, la Rete Scuolemigranti svolge un lavoro prezioso, ma fondato sul volontariato.
Il confronto riguarda soprattutto due filosofie diverse, più che l'esistenza o l'assenza di un sistema. In Italia le strutture sono compartimentate, finanziate da fondi diversi e spesso temporanei, difficili da trovare per chi non sa già dove cercare, e mancano quasi del tutto per chi non cerca un diploma o un lavoro, ma cerca stimoli, socialità, appartenenza, come gli anziani attivi, le persone fragili, o chi vuole semplicemente continuare ad imparare.
Sarebbe interessante immaginare per l'Italia, e per Roma in particolare, un modello più organico, un'istituzione radicata nel territorio capace di riunire sotto lo stesso tetto formazione professionale, integrazione linguistica, cultura e benessere. Un luogo riconoscibile e accessibile, più che un'ennesima struttura burocratica, che parli a tutte le fasce sociali e faccia della coesione comunitaria la propria missione dichiarata. Un posto dove imparare non sia mai selettivo, fuori età o fuori budget, e che dimostri ogni giorno che l'educazione è la forma più concreta di cura civile che una società possa offrire a se stessa.

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Fonti
1) Southend City College
2) GOV.UK
3) American Association of Community Colleges
4) The Washington Post
5) New America
6) Ministero dell'Istruzione e del Merito
7) Regione Lazio
8) Rete Scuolemigranti
© Riproduzione riservata
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