Cisl presenta il Libro verde con 120 proposte per un Patto sociale
Cinquanta pagine e oltre 120 proposte per giovani, lavoro e demografia, in vista della manovra economica del 2027.
Il Comitato esecutivo della Cisl ha approvato il Libro verde per il Patto sociale, un piano in undici capitoli che affronta declino demografico, transizione tecnologica e fuga dei giovani all'estero, proponendo fiscalità agevolata, riforma dei contratti e investimenti su formazione e infrastrutture.
Il contesto politico e sindacale in cui nasce il Libro verde
Mentre l'Istat attesta un rapporto Deficit-Pil al 3,1%, confermando l'Italia sotto procedura d'infrazione Ue e rendendo più complesso il reperimento di risorse per la manovra economica del 2027, le dinamiche sindacali proseguono la propria strada. La Cgil ha integrato la segreteria confederale portandola a dieci componenti e ha ribadito che il prossimo congresso si terrà soltanto dopo le elezioni politiche; l'organismo dirigente di Corso d'Italia ha inoltre prorogato il mandato del proprio Segretario generale, la cui scadenza era prevista per il prossimo gennaio. Dal canto suo la Uil, concluso il proprio Congresso, sta definendo un nuovo riposizionamento dopo un lungo periodo trascorso al seguito della Cgil.
In questo scenario, la Cisl ha recentemente approvato, tramite il proprio Comitato esecutivo, il “Libro verde per il Patto sociale”. Il documento è il frutto di un articolato percorso ideato da CislLab, a cui hanno collaborato esperti del sindacato, accademici e professionisti esterni.
Demografia e tecnologia cambiano il mercato del lavoro
In cinquanta pagine, undici capitoli e oltre 120 proposte, il testo evidenzia innanzitutto le criticità del mercato del lavoro e della società causate dal declino demografico. L'invecchiamento e il calo della denatalità riducono la popolazione attiva, ma favoriscono anche l'inclusione nel mercato del lavoro di donne, giovani, immigrati e lavoratori più anziani. La seconda macro-tendenza individuata è l'avvento delle tecnologie digitali, dell'automazione e dell'intelligenza artificiale, che stanno trasformando i contenuti del lavoro: le vecchie professioni vengono progressivamente sostituite da nuove figure legate alla cybersicurezza, alla gestione dei dati e all'innovazione tecnologica. A queste si affiancano i “lavori verdi”, spinti dalle transizioni, la cui crescita pone tuttavia l'esigenza di riqualificare professionalmente la manodopera proveniente in particolare dai settori ad alta emissione di carbonio.
Globalizzazione, Terzo settore e la proposta di un Patto sociale
Un ulteriore tema centrale del documento riguarda l'impatto della globalizzazione sul lavoro. Se in una prima fase essa aveva ampliato gli spazi economici e la mobilità, oggi assistiamo a una riorganizzazione in regioni economiche volte al controllo delle materie prime critiche, con il rischio di accentuare la polarizzazione occupazionale e rendere vulnerabili le popolazioni e i territori coinvolti.
Di fronte a tali sfide, la piattaforma della confederazione di Via Po sottolinea la necessità per il Paese di investire sul capitale sociale, a partire dal Terzo settore: un soggetto vitale della società organizzata e dell'economia civile, tutt'altro che residuale o supplente rispetto a Stato e mercato. “Cooperative e imprese sociali, volontariato organizzato, associazionismo e mutualità costituiscono un'infrastruttura democratica e comunitaria capace di generare coesione, beni comuni, inclusione e innovazione, soprattutto nei territori e negli ambiti in cui le fragilità si addensano”.
Il documento sostiene l'urgenza di un Patto sociale capace di mobilitare risorse pubbliche, private e sociali, coinvolgendo i lavoratori nella gestione dei processi delle transizioni e conferendo legittimazione democratica alle scelte di lungo periodo. Senza un quadro condiviso di obiettivi, tempi e adeguate compensazioni, il rischio concreto è infatti quello di incorrere in resistenze e veti incrociati. Un Patto sociale che sappia guardare al futuro: se il passato dell'Italia è segnato dal peso del debito pubblico, oggi occorre concentrarsi su investimenti, incremento della produttività, istruzione, formazione professionale, ricerca, coesione sociale, welfare, salute e ambiente. Tutti temi messi ben in luce anche dai rapporti Draghi e Letta.
Infrastrutture, rinnovi contrattuali e piano industriale
Il Libro verde prevede inoltre un piano pluriennale per mettere in sicurezza il territorio e ammodernare le infrastrutture come strade, ferrovie, porti e collegamenti; un intervento sulla tempistica dei rinnovi contrattuali e sulla reattività all'inflazione (oggi al 3,3%), rivedendo i meccanismi di recupero del potere d'acquisto a tutela dei redditi, pur in presenza di una copertura contrattuale che raggiunge il 99% nel settore privato e il 100% nel pubblico, e un piano industriale nazionale strutturato, che includa il lavoro e la partecipazione “dal basso”, leve indispensabili per il recupero della competitività, ad oggi assenti nel Libro bianco del Ministero.
Occupazione, fuga dei giovani e le proposte della Cisl
Sul fronte occupazionale, appare emblematico il record di oltre 24 milioni di occupati in Italia, guidato tuttavia quasi esclusivamente dagli over 50 (+397.000) a fronte di una contrazione dei giovani (-46.000). Ulteriormente preoccupante è il fenomeno dell'espatrio giovanile: secondo le stime più recenti, nel solo biennio 2024-2025 sono stati quasi 200.000 i giovani ad emigrare (un terzo dei quali di età compresa tra i 25 e i 34 anni), mentre l'Istat rileva circa 130.000 laureati espatriati tra il 2013 e il 2022. Per arginare questa fuga, la Cisl propone politiche giovanili “di contesto” per rendere il Paese più attrattivo: tra queste, una fiscalità agevolata per i lavoratori fino a 35 anni (39 per laureati e diplomati ITS), denominata Start Tax, affiancata da politiche abitative mirate.
Gli undici capitoli del testo valorizzano ampiamente misure dedicate alle nuove generazioni più che alla mera materia pensionistica, concentrandosi su capitale umano, diritto soggettivo alla formazione continua, politiche attive del lavoro, rafforzamento delle reti di welfare, pensionamento sostenibile, qualità della vita e partecipazione.
Come osservato di recente da un quotidiano nazionale con un'analisi condivisibile, “il Libro verde della Cisl ha contorni abbastanza chiari: sono quelli di una proposta riformista e soprattutto autonoma, nelle cui 120 proposte si distinguono sia elementi apprezzati dal centrosinistra ma non dal centrodestra, sia viceversa”. Ne sono un esempio la contrarietà al salario minimo per legge (tema caro al campo largo) abbinata alla valorizzazione dei due livelli contrattuali (auspicata dal centrodestra), il rilancio della Start Tax sostenuta da Italia Viva, o le proposte sull'occupazione femminile e la natalità (vicine al PD), come il congedo paritario e il potenziamento dei servizi alla famiglia.
Il Libro della Cisl vede la luce in una fase in cui le forze politiche iniziano a delineare i programmi per il 2027, talvolta con toni chiassosi o scombinati pur di catturare il consenso elettorale. In un clima fortemente polarizzato tra destra e sinistra, il rischio di non essere ascoltati è elevato. Tuttavia, come ha rimarcato la Segretaria generale Daniela Fumarola, l'obiettivo non è offrire “un documento chiuso, ma una piattaforma aperta al confronto, un'agenda sociale da proporre al governo, alle controparti sociali e al dibattito di questi mesi”. L'auspicio della dirigenza cislina è che, al di là delle contingenze elettorali, chiunque siederà a Palazzo Chigi possa attingere da questo lavoro per affrontare in modo incisivo i problemi strutturali del Paese.

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Fonti
- ISTAT
- AGI
- CGIL
- UIL
- CISL
- Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale
- Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
- Commissione europea
- Consiglio dell'Unione europea
- ItaliaOggi
- Ministero delle Imprese e del Made in Italy
- Italia Viva
- Partito Democratico
© Riproduzione riservata
Autore
Esperto di energia e ambiente, già segretario generale FEMCA CISL e segretario confederale CISL. Dal 2022 è consigliere del CIV INAIL e presidente della Commissione Bilancio e Patrimonio; dal 2023 vicepresidente dell’Ente Bilaterale dell’Artigianato.
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