Al Senato il primo manuale sull'audiodescrizione firmato da Laura Giordani
Il manuale «L'arte di descrivere» presentato al Senato punta a rendere cinema e tv pienamente fruibili a oltre 400.000 ciechi e 1.500.000 ipovedenti.
Il volume di Laura Giordani, edito da Artemide e pensato anche come testo universitario, raccoglie norme e buone prassi per l'audiodescrizione. La presentazione ha riportato l'attenzione sul diritto all'accessibilità, ancora poco attuato nonostante leggi nazionali ed europee, e sulla necessità di includere i disabili visivi nel sistema audiovisivo.
Al Senato una sala gremita per il manuale sull'audiodescrizione
Su iniziativa di PuntoEduca si è parlato di accessibilità, di diritti e di uguaglianza. Lo scorso 9 ottobre al Senato si è discusso per oltre un'ora di come il libro "L'arte di descrivere" di Laura Giordani sarà e, di fatto, già è, un'opera di fondamentale importanza per l'accessibilità e per una piena comprensione dei film per le persone cieche e ipovedenti.
La presentazione si è svolta in una sala Nassirya gremita di ospiti, tra cui molti addetti del mondo del doppiaggio e del cinema, giornalisti e responsabili di associazioni. Donato Bonanni, presidente di Ripensiamo Roma ha aperto l'evento, Maurizio Gasparri lo ha chiuso in video.
Il manuale è già disponibile nelle librerie sia in formato cartaceo che in formato digitale. Edito da Artemide Edizioni offre una completa e aggiornata raccolta di informazioni, guidelines e norme per la produzione di AD in Italia e all'estero.
Un testo universitario che unisce esperienza e contributi d'autore
Laura Giordani ha fatto valere nel testo i suoi oltre 20 anni di esperienza nel settore. L'obiettivo è "restituire l'accesso universale e paritario al patrimonio cinematografico e televisivo, garantendo ai fruitori ciechi e ipovedenti un'esperienza autonoma, immersiva e priva di barriere" ha affermato l'autrice. Messaggio affine a quello della campagna dell'associazione di Donato Bonanni, "Oltre le barriere, io ci sono".
Il libro, il primo in assoluto nel suo genere, pensato come testo universitario per lo studio di corsi nel settore dell'autorialità, accessibilità, edizione cinetelevisiva e post-produzione, rappresenta anche uno strumento per l'aggiornamento dei descrittori professionisti.
Il manuale è impreziosito dai i contributi di illustri firme italiane che vanno da Fabio Rossi, accademico della Crusca a Mara Logaldo, Professore Associato presso la IULM di Milano, a Francesco Vairano, voce storica e decano del doppiaggio, solo per citarne alcuni.
L'opera si distingue da un manuale compilativo perché comprende anche approfondimenti di grammatica italiana e interventi di professionisti di alto profilo nel settore dell'audiovisivo, dell'edizione cinetelevisiva, della post-produzione e della traduttologia.
L'autrice approfondisce anche storia, definizioni, criteri professionali e rapporti con il cinema e il doppiaggio "razionalizzando l'insieme delle regole di buona prassi corredate da esempi pratici e immagini esplicative".
Il capitolo giuridico e le norme che stentano ad attuarsi
Conclude l’opera un capitolo a firma dell’avv. Alessandro D’Urbano sui profili normativi del diritto all’accessibilità e all’inclusione nel settore audiovisivo, con un esame della normativa di settore e dello stato dell’arte della materia.
Quello all'accessibilità, infatti, è un diritto tutelato a livello sia nazionale, sia internazionale che comunitario ma che, al di là dei principi normativi che caratterizzano la materia, stenta a trovare una concreta attuazione; e ciò nonostante il legislatore, già con la legge n. 67/2006, abbia vietato qualunque forma di discriminazione, tanto diretta quanto indiretta, sia a livello pubblico che privato.
In Italia, la Legge Stanca (la n. 4/2004) impone a enti pubblici e soggetti assimilati di progettare e aggiornare i propri siti e applicazioni mobili secondo standard tecnici predefiniti per garantire l'accessibilità digitale alla Pubblica Amministrazione, mentre l’European Accessibility Act (EAA), che è entrato in vigore nel 2025, ha previsto un obbligo di accessibilità digitale e fisica nel settore audiovisivo alla maggior parte delle aziende private, entrerà pienamente in vigore solo nel 2030.
Numeri importanti e l'appello a un impegno condiviso
L'autrice, adattatrice dialoghista cinetelevisiva, audio descrittrice e membro del Collegio degli Esperti AIDAC si è soffermata principalmente sull'obiettivo di questo manuale, che è proporsi come veicolo per includere ciechi e ipovedenti alla vita culturale e sociale del Paese. "E non si tratta di una fetta ridotta della nostra popolazione", ha puntualizzato Donato Bonanni. Sono infatti oltre 400.000 i ciechi totali e 1.500.000 gli ipovedenti. Si tratta di numeri importanti rapportati al totale dei cittadini italiani. Un problema che non può più essere tralasciato e sul quale, anche se lentamente, si stanno facendo passi in avanti. La conferenza del 9 ottobre, al Senato della Repubblica, ne è una dimostrazione. Toccante è stato l’intervento conclusivo del dott. Vincenzo Massa, Vicepresidente dell’Unione Italiana Ciechi e ipovedente lui stesso, che ha richiamato l’attenzione di tutti sulla discriminazione alla quale sono sistematicamente soggetti i disabili visivi, spesso relegati tra gli ultimi nella valutazione degli interessi del sistema audiovisivo e cinetelevisivo, sottolineando con forza come sia necessario l’impegno di tutti e non solo degli addetti al settore, per raggiungere la loro piena inclusione. “Stiamo raggiungendo un traguardo, quello di avvicinare tutti i cittadini a partecipare ad una cittadinanza attiva", ha concluso Donato Bonanni.

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Fonti
- Senato della Repubblica
- Accademia della Crusca
- IULM
- Normattiva
- EUR-Lex
- AIDAC
- IAPB Italia
- Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti
© Riproduzione riservata
Autore
Giornalista pubblicista, scrittore ed esperto in comunicazione social
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