Nuovo anno scolastico tra riforme del sistema 0-6, curricolo e istruzione tecnica

Tra sistema 0-6, curricolo per competenze e riforma degli istituti tecnici, l'anno scolastico 2026-27 porta novità importanti ma anche divari territoriali irrisolti.

Bambino sale una scalinata con gradini solidi da un lato e incrinati e sprofondati dall'altro, cielo blu scuro sullo sfondo.
Ogni ordine di scuola cresce, ma i gradini restano diseguali tra territori.
Indice dei contenuti

Il nuovo anno scolastico porta aggiornamenti sul sistema integrato 0-6, sulle Indicazioni Nazionali del primo ciclo e sulla riforma dell'istruzione tecnica con il modello 4+2. Restano aperte le questioni di formazione del personale e dei divari territoriali tra nord e sud.


Il sistema integrato 0-6 anni tra riforme e divari territoriali

A partire dal Decreto n. 65/2027 (attuativo della Legge 107/2015, la cosiddetta “Buona Scuola”) prende definitivamente vita un sistema a due fasi comprendente servizi educativi per l'infanzia (da 0 a 3 anni) rivolto a dimensioni e cura dell'educazione, a cui segue la scuola dell'infanzia vera e propria (da 3 a 6 anni). La norma riconosce il modello pensando prioritariamente ad una alleanza educativa con le famiglie, a cui viene offerta l'opportunità di un ambiente accogliente e propositivo, aperto ai diritti e alle potenzialità dei bambini e attento alle varietà più o meno complesse del territorio che li ospita con i loro genitori.

Il sistema integrato 0-6 sta tuttavia vivendo ancora un suo processo evolutivo, a partire dal documento Orientamenti Nazionali per i Sistemi Educativi e per l'Infanzia (DM 43/2022) che fornisce importanti direttive verso la definizione di un orizzonte educativo unitario. Ancora la L.182/2025 aggiorna il decreto 65/17, precisando quali debbano essere considerati i servizi educativi per l'infanzia (ovviamente anche con riferimento all'offerta privata), distinguendoli dai servizi di semplice accudimento. Lo Stato dispone inoltre un Fondo Nazionale di Riparto specificamente assegnato ai territori (Regioni e Province Autonome), che devono tuttavia contribuire con una parte propria di finanziamento.

Importante è stato anche l'investimento di 4,6 miliardi portato dal PNRR per la realizzazione di oltre 150.000 nuovi posti entro il corrente anno 2026. Quest'ultimo è stato rivolto prevalentemente alla realizzazione di nuove strutture e al recupero di quelle esistenti, tuttavia permangono ancora questioni aperte che chiedono risposte adeguate e coerenti con il progetto educativo 0-6. Come, per esempio, la necessità di personale insegnante formato e aggiornato, accompagnato da adeguate modalità di reclutamento, capace di condurre il percorso di sistema e di saper comunicare con le famiglie, interagendo in una indispensabile dimensione di corresponsabilità.

Il sistema 0-6 richiede inoltre la consapevolezza di un orizzonte ampio, capace di guardare ai segmenti formativi successivi e ai modelli di progettazione che li contraddistinguono. Sono inoltre ancora piuttosto evidenti i divari territoriali dell'offerta che risulta al sopra della media europea per le regioni del nord e invece palesemente inferiore per il meridione e le isole, nonostante proprio in queste aree esistano attivamente e da tempo modelli di vera e propria eccellenza. Laddove il sistema 0-6 non sia ancora partito rimane comunque attiva la scuola dell'infanzia, che accoglie bambini della fascia 3-6 anni accompagnandoli e preparandoli alle successive classi dell'obbligo.

🏫
Il sistema integrato 0-6 anni avanza grazie ai fondi del PNRR, ma i divari tra nord e sud restano ampi. Nel primo ciclo, le nuove Indicazioni Nazionali del 2025 aprono una fase di riprogettazione del curricolo nelle scuole.

Primo ciclo, le nuove Indicazioni Nazionali cambiano la didattica

Dai 6 ai 14 anni i giovani sono chiamati all'assolvimento dell'obbligo scolastico (che si completa ai 16 anni d'età con la frequenza di un biennio di scuola superiore al termine della terza media), che è precisa norma di legge che rende giuridicamente responsabili i genitori. Il primo ciclo comprende le cinque classi di scuola primaria (elementari) a cui seguono le tre classi di secondaria di 1°grado (medie). La struttura ordinamentale del primo ciclo è ormai da tempo incardinata dentro il modello dell'Istituto Comprensivo, nel quale una direzione unitaria, una costante e sistematica interazione progettuale e organizzativa tra docenti di ordine diverso e l'obbligo di un curricolo comune sono in grado di garantire la continuità operativa lungo l'intero percorso educativo.

Per questo segmento la novità più importante è l'aggiornamento del curricolo che ogni singola Istituzione scolastica è chiamata a predisporre e che descrive il progetto formativo generale della scuola, alla luce del modello di apprendimento per competenze, a sua volta definito da documento ministeriale di riferimento che sono le Indicazioni Nazionali. Il procedimento non è nuovo, tuttavia le scuole sono chiamate a rivedere la loro progettualità alla luce dell'aggiornamento che il documento Indicazioni Nazionali ha subito nell'annualità appena terminata.

Le nuove Indicazioni (D.M. 221 del 9 dicembre 2025), in applicazione progressiva a partire proprio dal 2026/27, sono state oggetto di discussioni, spesso anche accese, da una buona parte del personale insegnante in quanto mostrerebbero una parziale inversione di rotta non tanto nei principi organizzativi generali quanto piuttosto nella gestione dei saperi all'interno dei processi di apprendimento attivati. Cruciale sarà nella fase progettuale la costruzione di un efficace e sistematico rapporto di relazione con studenti e famiglie, allo scopo di promuovere e potenziare sistematicamente il principio di corresponsabilità educativa, condizione necessaria al successo del progetto di apprendimento per competenze.

Istruzione tecnica, la riforma degli indirizzi e il modello 4+2

Un anno scolastico importante riguarda invece la secondaria di 2°grado. Tra le ultime dichiarazioni del ministero in corso d'anno, veniva evidenziata la volontà di unificare l'intero sistema secondario dentro un quadro unitario di sistema dei licei. Allo stato attuale l'intenzione non ha ancora avuto un seguito normativo, ma non c'è dubbio che l'idea rientri in un contesto complessivo di riflessione attorno all'efficacia e alle opportunità dell'attuale organizzazione generale della scuola secondaria.

Le novità di maggior rilievo per l'anno scolastico appena iniziato riguardano però l'istruzione tecnica, riformata in una rinnovata organizzazione degli indirizzi (settore ECONOMICO con 2 indirizzi e settore TECNOLOGICO-AMBIENTALE con 9 indirizzi) e in un dimensionamento/accorpamento di alcune discipline essendo stato parzialmente ridefinito anche il monte ore a queste destinato.

L'altro importante aspetto è il modello 4+2, ovvero il percorso tecnico pensato come un quadriennio di base a cui si aggiunge un biennio di formazione superiore, per il quale lo studente andrà a frequentare un Istituto Tecnico Superiore (ITS Academy) che gli permetterà di conseguire il titolo di tecnico superiore. Le classi iniziali di questo percorso sono attive già da quest'anno scolastico. Tuttavia nel complesso l'ordinamento attuale prevede, nella sostanza, ancora la tripartizione tradizionale dell'offerta in istruzione Professionale (fortemente legata negli aspetti gestionali e organizzativi, al territorio di servizio), istruzione Tecnica e Licei.

🧑‍🏫
La secondaria tecnica cambia volto con la riforma degli indirizzi e il modello 4+2 legato agli ITS Academy. Resta però decisiva la formazione del personale, chiamato a gestire una stagione di cambiamenti profondi.

PNRR e formazione del personale, le leve dell'innovazione

In questo quadro complessivo un ruolo importante ha avuto e continua ad avere il piano di investimenti previsto dal PNRR, che riguarda sia gli ambienti (strutture edilizie, mense e aule laboratoriali specifiche) sia la gestione organizzativa-gestionale, con particolare riferimento alla formazione specifica del personale.

Proprio quest'ultimo aspetto, riguardante il personale scolastico, rappresenta la leva maggiore di una innovazione generale del sistema, verso un reale adeguamento alla complessità della stagione storica che caratterizza questo tempo. Formazione sistematica come processo di motivazione e aggiornamento, comunicazione e interazione con famiglie e studenti, condivisione e reciprocità all'interno dei consigli di classe e dei collegi docenti, e chiarezza di bisogni e aspettative a partire dalle fasi del reclutamento iniziale del personale. Dalla consapevolezza di queste condizioni di operatività è possibile comprendere meglio quali siano le priorità del sistema, e soprattutto le qualità fondamentali dell'innovazione per una istruzione al passo dei tempi.


La scuola italiana perde autorevolezza tra riforme e scarsi investimenti
Dacia Maraini denuncia la crisi di autorevolezza degli insegnanti italiani, tra stipendi bassi, riforme instabili e la necessità di ritrovare passione autentica.

Ti interessa? Leggi anche ⬆️

Fonti

  1. Osservatorio Nazionale Infanzia e Adolescenza
  2. Fondazione Giovanni Agnelli
  3. ISTAT
  4. Ministero dell'Istruzione e del Merito
  5. Orizzonte Scuola
  6. Money.it
  7. Sanoma - Paramond

© Riproduzione riservata

Autore

Renato Candia
Renato Candia

Dirigente scolastico, formatore e pubblicista, ha insegnato Comunicazione di massa all’Università di Messina ed è stato consulente per la didattica del cinema. Oggi fa parte del Comitato Tecnico-Scientifico dell’ANDiS.

Iscriviti alla newsletter di PuntoEduca | Informare. Innovare. Crescere.

Rimani aggiornato con la nostra selezione dei migliori articoli.

Controlla la tua casella di posta e conferma. Qualcosa è andato storto. Riprova.

Abbonati per partecipare alla discussione.

Crea un account gratuito per diventare membro e partecipare alla discussione.

Hai già un account? Accedi