La legge laziale sui giovani caregiver lascia le scuole senza procedure vincolanti

La Legge Regionale 5/2024 riconosce il giovane caregiver in Lazio, ma senza procedure cogenti le scuole restano esposte a contenzioso.

Un ragazzo con zaino spinge a fatica una sedia a rotelle vuota con lo stemma della Regione Lazio sul sedile.
Gli studenti caregiver portano già il peso dell'assistenza familiare e quello di una burocrazia regionale che non li riconosce davvero.
Indice dei contenuti

La Legge Regionale del Lazio n. 5/2024 istituisce la figura del giovane caregiver scolastico, riconosciuta attraverso la Card Giver. L’assenza di regole cogenti da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale e le asimmetrie provinciali nell’accertamento espongono tuttavia i Consigli di Classe a responsabilità gravi negli scrutini di fine anno.


Il riconoscimento regionale del giovane caregiver e la procedura di attestazione

La Legge Regionale n. 5/2024 e la successiva Deliberazione della Giunta Regionale n. 751 del 3 ottobre 2024 hanno strutturato un iter volto a riconoscere formalmente il soggetto che si prende cura di un proprio familiare convivente con disabilità o non autosufficienza. L’istruttoria presso il Punto Unico di Accesso (PUA) distrettuale culmina con l’integrazione del ruolo nel Piano Personalizzato di Assistenza e il conseguente rilascio della “Card Giver”, che costituisce l’unica certificazione formale valida per attivare tutele specifiche in ambito scolastico.

Emerge tuttavia una profonda anomalia sistemica derivante dal vuoto normativo statale. L’ordinamento nazionale si limita alla mera definizione del Caregiver Familiare contenuta nel comma 255 della legge 205 del 2017 e al successivo intervento programmatico del decreto legislativo 29/2024, mentre le disposizioni organiche giacciono allo stadio di proposte di legge. Questa divaricazione espone il sistema a un potenziale rischio di frizione giurisdizionale, poiché la legittimità della figura laziale risulta geograficamente e temporalmente circoscritta, privando i minorenni di un solido ancoraggio per i futuri riconoscimenti al di fuori dei confini regionali.

💡
La Legge Regionale del Lazio n. 5/2024 ha istituito la figura del giovane caregiver scolastico, riconosciuta attraverso la Card Giver rilasciata al termine dell’istruttoria multidimensionale presso il PUA. La tutela è però circoscritta ai soli studenti che assistono un familiare con disabilità grave ai sensi del comma 3 della Legge 104/92.

La connotazione di gravità della disabilità come soglia per le tutele scolastiche

La sussunzione dello studente nella figura di Caregiver Familiare non deve basarsi su una mera dichiarazione d’intenti, ma ancorarsi strettamente al grado di compromissione dell’autonomia del congiunto, precondizione garantita dal possesso della certificazione ai sensi della Legge 104/1992.

Il riconoscimento ai sensi del comma 1 dell’articolo 3 certifica una condizione di disabilità che determina un processo di svantaggio sociale, ma che sul piano clinico-funzionale non richiede tipicamente un’assistenza totalizzante. L’impegno in capo al giovane Caregiver Familiare risulta ontologicamente episodico, modulabile o circoscritto ad atti della vita quotidiana che non precludono, in via assoluta e continuativa, la normale frequenza scolastica. Al contrario, il riconoscimento ai sensi del comma 3 certifica l’espressa connotazione di gravità, attestando in via medico-legale che la minorazione ha ridotto l’autonomia personale in modo tale da rendere ineludibile un intervento assistenziale permanente e globale. Solamente in presenza di tale gravità, oggettivamente accertata dalla valutazione multidimensionale del PUA, il carico di cura assume connotati di reale urgenza tali da incidere in modo drammatico sul diritto allo studio del giovane.

La deroga per il co-caregiver giovane e la base giuridica autonoma per le tutele scolastiche

L’articolo 3, comma 4, della Legge Regionale n. 5/2024 introduce il principio generale dell’unicità del riconoscimento, stabilendo che lo status formale non può essere attribuito a più di una persona per il medesimo assistito, al fine di razionalizzare gli interventi dei servizi territoriali. Il Consiglio Regionale del Lazio ha tuttavia introdotto all’interno del medesimo comma una deroga esplicita e dirimente proprio in favore dello studente.

La norma consente formalmente il doppio riconoscimento per la medesima persona con disabilità, ammettendo la coesistenza di un prestatore di cura principale adulto e di un giovane co-assistente avente un’età compresa tra i sedici e i ventotto anni. Senza tale specifica eccezione, lo studente che affianca un genitore nell’assistenza rimarrebbe giuridicamente invisibile e inidoneo a rivendicare la “Card Giver”. Questa deroga costituisce la base giuridica autonoma che legittima lo studente ad accedere in via indipendente alle specifiche tutele scolastiche.

💡
L’assenza di linee guida cogenti dell’Ufficio Scolastico Regionale e le asimmetrie procedurali tra le province laziali espongono i Consigli di Classe a un rischio grave di danno erariale negli scrutini di fine anno.

Il doppio binario procedurale tra province laziali e le interferenze normative statali recenti

L’impalcatura amministrativa laziale subisce radicali sollecitazioni e frammentazioni a causa di una pluralità di recenti interventi statali, generando un inaccettabile doppio binario procedurale. Il decreto legislativo 62/2024 sul Progetto di Vita copre unicamente le province di Roma e Frosinone, dove l’iter valutativo sembra procedere regolarmente verso la nuova strutturazione, garantendo una cornice amministrativa adeguata all’identificazione del giovane Caregiver Familiare. Le province di Latina, Rieti e Viterbo rimangono invece escluse da tale sperimentazione.

Questa asimmetria si interseca con l’articolo 5, comma 1, del decreto legge 200/2025, convertito nella Legge 27 febbraio 2026, n. 26, che prevede lo slittamento di trenta mesi della piena operatività dei nuovi modelli di valutazione previsti dal decreto legislativo 29/2024 (il nuovo PAI). Le istituzioni sanitarie restano così ancorate al sistema previgente orientato primariamente alle patologie cronico-degenerative della popolazione anziana, così come le province non sperimentali restano vincolate all’elaborazione del Piano Assistenziale Individualizzato tradizionale, con ostacoli insormontabili all’attivazione di un percorso omogeneo per il giovane Caregiver Familiare.

A questo quadro già precario si aggiunge l’articolo 7 del decreto legge 19 febbraio 2026, n. 19, convertito con la legge 50/2026, che interviene imperativamente sui processi di digitalizzazione e interoperabilità delle banche dati. Se le Unità di Valutazione Multidimensionale non registrano il riconoscimento secondo i tracciati record nazionali, la “Card Giver” potrebbe risultare proceduralmente invalida, costringendo la Regione Lazio a una immediata reingegnerizzazione informatica dei propri sistemi.

💡
La Regione è chiamata ad adottare un regolamento prescrittivo che trasformi le tutele scolastiche in diritti soggettivi perfetti, svincolando definitivamente i docenti da inique responsabilità.

Responsabilità scolastiche negli scrutini, rischio erariale e soluzioni normative urgenti

L’applicazione delle tutele scolastiche è perentoriamente subordinata al rispetto dell’autonomia scolastica. Le indicazioni del Protocollo d’Intesa regionale del 5 agosto 2025 assumono natura di raccomandazione per i singoli Consigli di Classe, configurando l’allarmante eventualità in cui studenti titolari del medesimo titolo ricevano trattamenti dissimili, in palese violazione dell’articolo 3 della Costituzione sull’uguaglianza sostanziale e dell’articolo 34 sul diritto allo studio.

La discrezionalità demandata ai Consigli di Classe espone i dirigenti scolastici e i docenti a un elevatissimo rischio di contenzioso giurisdizionale. Laddove l’istituzione scolastica accordi deroghe sistematiche al limite del monte ore di assenze sulla base di un’istruttoria superficiale, non ancorata alla rigorosa verifica della connotazione di gravità ex comma 3 della Legge 104/1992, si profila un’ipotesi di grave danno erariale e di responsabilità amministrativa per l’intero Consiglio di Classe. Il Piano Didattico Personalizzato può essere redatto unicamente a fronte della pregressa esibizione della “Card Giver”, rilasciata dopo la formale istruttoria del sistema sociosanitario.

Il punto di caduta più critico si manifesterà nel momento in cui la proposta di legge statale sarà definitivamente approvata. Qualora la legge dello Stato dovesse sancire la soglia anagrafica minima ai diciotto anni per l’ammissione al ruolo di Caregiver Familiare, come prevede attualmente il testo C. 2789 Governo, le tutele applicate dalle scuole verrebbero inesorabilmente travolte per illegittimità sopravvenuta, innescando un vasto contenzioso per la lesione del legittimo affidamento.

Caregiver familiari: tra formalismo giuridico e rischio di regressione civile
La riforma del caregiver familiare, approvata dal CdM, ambisce a dare uniformità al welfare ma rivela criticità gravi: esclusione delle unioni civili, vuoti normativi e scadenze incoerenti che rischiano di produrre una regressione dei diritti sociali.

Ti interessa? Leggi anche ⬆️

Per sanare i macroscopici profili di incostituzionalità e scongiurare il danno erariale in capo al personale scolastico, il Consiglio Regionale è chiamato a istituire una griglia di misurazione clinico-sociale unica regionale. L’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio deve a sua volta superare la logica pattizia adottando un regolamento con efficacia prescrittiva, che sancisca la sola esibizione della “Card Giver” come condizione sufficiente e automatica per l’adozione degli accomodamenti ragionevoli, qualificandoli come diritti soggettivi perfetti.

Fonti

  1. Consiglio Regionale del Lazio
  2. Normattiva - Legge 104/1992
  3. Normattiva - Legge 205/2017
  4. Normattiva - D.lgs. 62/2024
  5. Ministero della Salute
  6. Senato della Repubblica
  7. Camera dei Deputati
  8. Corte dei Conti
  9. Ufficio Scolastico Regionale del Lazio

© Riproduzione riservata

Autore

Francesco Alberto Comellini
Francesco Alberto Comellini

Riferimento per le politiche sulla disabilità. Consulente, docente e ricercatore esperto in inclusione e Disability Management. Membro di gruppi nazionali e autore, ricopre la carica di Vice Presidente dell'Osservatorio Permanente sulla Disabilità.

Iscriviti alla newsletter di PuntoEduca | Informare. Innovare. Crescere.

Rimani aggiornato con la nostra selezione dei migliori articoli.

Controlla la tua casella di posta e conferma. Qualcosa è andato storto. Riprova.

Abbonati per partecipare alla discussione.

Crea un account gratuito per diventare membro e partecipare alla discussione.

Hai già un account? Accedi