Work Life Balance: il difficile equilibrio tra vita e lavoro

Genitori lavoratori sempre più in bilico: lavoro e famiglia competono per tempo ed energie. Tra dimissioni e “Great Resignation”, i dati mostrano un aumento delle uscite e poco supporto interno. Servono politiche e prassi aziendali concrete.

Illustrazione in stile reportage: una persona stanca lavora a un tavolo pieno di laptop e documenti; sullo sfondo, dalla porta aperta, si vede un bambino su un seggiolone.
Quando la giornata non finisce mai: lavoro sul tavolo, famiglia sullo sfondo, e l’equilibrio si regge a fatica.
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Il bilanciamento tra vita lavorativa e familiare è sempre più difficile. Studi e dati indicano che molti genitori valutano di lasciare il lavoro e che le dimissioni crescono anche in Italia, dove il supporto risulta spesso insufficiente.


Un equilibrio sempre più fragile

Questa tensione si riflette in maniera evidente sulle scelte di vita dei genitori lavoratori, i quali si trovano sempre più spesso a dover prendere decisioni drastiche per mantenere un equilibrio tra i due ambiti. Secondo uno studio pubblicato da People Management, quasi la metà dei genitori lavoratori (46%) ha considerato l'idea di lasciare il proprio impiego nell'ultimo anno, o lo ha già fatto, a causa della difficoltà di gestire contemporaneamente le responsabilità lavorative e familiari.

Il fenomeno, noto come “Great Resignation”, ha visto un'impennata soprattutto durante la pandemia, periodo in cui le già complesse dinamiche di conciliazione tra lavoro e vita privata sono state messe a dura prova.

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Quando la conciliazione salta, la scelta diventa drastica: restare e “reggere” oppure uscire. I dati citati mostrano che l’idea di dimettersi è entrata nel quotidiano di molti genitori.

Italia: dimissioni in aumento e profilo dei neo-genitori

I dati forniti dall'Ispettorato del Lavoro in Italia confermano questa tendenza, con un incremento del 17,1% delle dimissioni di padri e madri nel 2022 rispetto all'anno precedente. La maggior parte di queste dimissioni si verifica nei primi tre anni di vita del figlio e coinvolge prevalentemente giovani genitori tra i 29 e i 44 anni, in particolare donne.

Questi numeri riflettono una crescente difficoltà nel conciliare le esigenze lavorative con quelle della vita familiare, portando molti a rinunciare al lavoro in assenza di politiche di supporto adeguate.

Politiche, prassi aziendali e “vuoto di supporto”

In questo contesto, il ruolo delle politiche governative e delle prassi aziendali diventa fondamentale. Tuttavia, le scarse politiche per la famiglia messe in atto dall'attuale governo non sembrano fornire risposte adeguate a queste esigenze. La mancanza di sostegno per i genitori lavoratori, sia in termini di servizi che di incentivi, contribuisce a rendere ancora più pressante il dilemma tra carriera e famiglia. Alcune soluzioni proposte per mitigare questo problema includono l'implementazione di politiche aziendali più inclusive, come l'apertura di sportelli di aiuto alla genitorialità nelle aziende, per assistere i lavoratori negli adempimenti burocratici legati alla famiglia, quali la richiesta di bonus o la gestione dei congedi parentali, e la facilitazione della mobilità per avvicinamento al domicilio nel caso dei genitori che lavorano nel settore pubblico.

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Il nodo non è “motivare i genitori”, ma costruire condizioni pratiche: servizi, flessibilità credibile, supporto HR reale. Altrimenti la scelta tra carriera e famiglia resta un aut-aut.

Nonostante ciò, si registra una significativa mancanza di informazione e supporto, tanto da parte delle istituzioni quanto delle stesse aziende. Infatti, secondo quanto riportato, il 53% delle lavoratrici non ha ricevuto alcun tipo di assistenza da parte degli uffici risorse umane presenti nelle proprie aziende. Questa situazione evidenzia una netta discrepanza tra le esigenze dei lavoratori e le politiche attualmente in vigore, suggerendo la necessità di un cambio di paradigma sia a livello governativo che aziendale.

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Per rispondere efficacemente alle sfide della genitorialità sul luogo di lavoro è indispensabile promuovere un ambiente lavorativo che riconosca e supporti le necessità dei genitori lavoratori, attraverso misure concrete che facilitino la conciliazione tra lavoro e vita familiare. In conclusione, se da un lato il fenomeno della “Great Resignation” mette in luce le difficoltà incontrate dai genitori lavoratori nel bilanciare impegni lavorativi e familiari, dall’altro sottolinea anche l'urgente necessità di politiche più efficaci per la famiglia. È tempo che governo e aziende riconoscano l'importanza di investire in soluzioni che permettano ai lavoratori di non dover scegliere tra carriera e famiglia, garantendo il supporto necessario per un equilibrio sostenibile tra questi due aspetti fondamentali della vita.

Fonti

  1. People Management
  2. Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL)
  3. La Repubblica
  4. World Economic Forum

Autore

Giovanni Faverin
Giovanni Faverin

Presidente e Consigliere CDA di SHR Italia, già Consigliere del Ministro per la Pubblica Amministrazione nel Governo Draghi con delega alle relazioni sindacali. Ex Segretario nazionale CISL Funzione Pubblica e Segretario generale CISL Padova.

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