PNRR: un'occasione mancata?

Il PNRR promette rilancio e riforme, ma la sanità resta al centro delle critiche: risorse percepite come insufficienti e Case della Comunità tra ambizione e rischio ‘facciata’. Serve una visione olistica e investimenti mirati.

Cartello “PNRR” su un tavolo in una sala riunioni; sullo sfondo una porta con la scritta “Casa della comunità” in un ambiente sanitario moderno.
PNRR e Case della Comunità: la sanità di prossimità tra promesse e messa a terra.
Indice dei contenuti

Il PNRR è presentato come un’occasione storica per rilanciare l’Italia nel post-pandemia. Nel dibattito cresce però una critica: la sanità appare sottodimensionata e le Case della Comunità dividono tra aspettative e dubbi sulla reale efficacia.


Contesto e obiettivi del PNRR

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rappresenta per l'Italia un'opportunità senza precedenti per il rilancio economico e sociale nel contesto post-pandemico. Finanziato con fondi europei, il PNRR si prefiggeva di sostenere la ripresa del paese promuovendo investimenti in settori chiave per garantire una crescita sostenibile.

Tuttavia, a diversi mesi dalla sua implementazione, emerge una critica significativa: non solo la salute dei cittadini sembra essere stata trascurata, ma anche l'introduzione delle Case della Comunità solleva dubbi e perplessità.

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Un piano ambizioso per la ripresa, ma con una critica che pesa: la salute rischia di non essere trattata come priorità strutturale.

Nonostante il PNRR prevedesse investimenti per la digitalizzazione, l'innovazione, la transizione ecologica e l'inclusione sociale, il settore sanitario, messo a dura prova dalla pandemia, sembra aver ricevuto attenzioni insufficienti. Critici ed esperti hanno puntato il dito contro la distribuzione delle risorse, ritenute inadeguate per il necessario potenziamento del sistema sanitario nazionale.

Case della Comunità: promessa ambivalente e nodi operativi

In questo contesto, le Case della Comunità, pensate come centri di prossimità per la salute, sono diventate simbolo di una promessa ambivalente.

Esse dovrebbero rappresentare pilastri per la salute territoriale, offrendo servizi di prevenzione, cura e riabilitazione. Tuttavia, questo progetto ha sollevato interrogativi riguardo alla sua effettiva implementazione ed efficacia. Diversi critici ed esperti sostengono che, senza un adeguato finanziamento e una chiara strategia, le Case della Comunità rischiano di diventare mere facciate, incapaci di affrontare le profonde lacune del sistema sanitario italiano. Inoltre, l'assenza di un'infrastruttura adeguata e di personale qualificato potrebbe compromettere l'obiettivo di rendere la salute più accessibile e inclusiva.

Dall’occasione storica alle azioni concrete

Di fronte alle crescenti perplessità, il governo ha difeso l'importanza delle Case della Comunità all'interno del PNRR, sottolineando il loro ruolo nel rafforzamento del sistema sanitario territoriale. Tuttavia, persiste la richiesta da parte di associazioni di pazienti, sindacati e professionisti del settore sanitario di un maggiore investimento diretto nelle infrastrutture sanitarie tradizionali e nella formazione del personale. Il dibattito sul PNRR e sulle Case della Comunità evidenzia la necessità di una visione più olistica della salute, che non trascuri nessun aspetto del benessere dei cittadini.

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La partita vera è trasformare le critiche in correzioni di rotta: più visione, più persone, più strutture, e Case della Comunità come parte di un disegno sanitario più grande.

È fondamentale che le criticità emerse non ostacolino l'opportunità di migliorare il sistema sanitario, ma piuttosto guidino verso un approccio più inclusivo e strutturato. Investire in maniera equa e mirata nella sanità significa costruire le fondamenta per una società più resiliente e pronta a fronteggiare le sfide future. Il PNRR può rappresentare ancora un'opportunità di trasformazione per l'Italia, ma è cruciale che la salute, in tutte le sue forme, diventi una priorità inderogabile. Le Case della Comunità, se ben implementate e supportate, possono rappresentare un tassello importante in questo puzzle, ma solo all'interno di un quadro più ampio di investimenti nel settore sanitario. La speranza è che le critiche si traducano in un dialogo costruttivo e in azioni concrete per non lasciarsi sfuggire questa occasione storica di rinnovamento e inclusione.

Fonti

  1. Italia Domani – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)
  2. NextGenerationEU – Recovery and Resilience Facility
  3. Commissione europea – Recovery and Resilience Facility
  4. Italia Domani – Missione 6 Salute
  5. PNRR Salute – Ministero della Salute (Case della Comunità)

Autore

Giovanni Faverin
Giovanni Faverin

Presidente e Consigliere CDA di SHR Italia, già Consigliere del Ministro per la Pubblica Amministrazione nel Governo Draghi con delega alle relazioni sindacali. Ex Segretario nazionale CISL Funzione Pubblica e Segretario generale CISL Padova.

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