Patentino digitale: la risposta educativa a fake news, algoritmi e social network
Il patentino digitale è un percorso educativo promosso dalle Regioni e dai Corecom per formare studenti e giovani a un uso consapevole, sicuro e responsabile della rete, rafforzando le competenze di cittadinanza digitale e la tutela dei minori online.
Dalla scuola alla cittadinanza digitale: come nasce e si diffonde uno strumento educativo che insegna a vivere consapevolmente la dimensione online.
Che cos’è il patentino digitale
Molti lettori, in special modo quelli che non hanno figli in età scolare, ignorano cosa sia un “patentino digitale” e quanto sia importante per la formazione dei giovani. Per sgomberare il campo da ogni equivoco specifichiamo subito che il patentino digitale è un vero e proprio attestato formativo con il quale la scuola certifica l’acquisizione di competenze sulla cittadinanza digitale. I suoi principali obiettivi educativi prevedono la promozione di comportamenti sicuri, responsabili e consapevoli nell’uso dei dispositivi e delle piattaforme digitali, l’esposizione dei rischi e delle opportunità offerti dalla rete e la promozione della cittadinanza digitale, intesa come l’estensione dei diritti e dei doveri tradizionali al contesto digitale e come parte integrante dell'educazione civica.
Viene conseguito al termine di un percorso educativo che punta a sviluppare la consapevolezza digitale ovvero la capacità critica e un uso responsabile di internet, dei social network, della privacy e delle tecnologie connesse all’uso della rete. Pensato come uno strumento prevalentemente per studenti delle scuole secondarie di primo grado, viene rilasciato al termine di un percorso formativo di 10-12 ore, successivamente a test di apprendimento e verifiche.
Non deve essere assolutamente confuso con la certificazione internazionale delle competenze digitali, rivolta a studenti e lavoratori per attestare abilità informatiche di base e avanzate in ambiti più tecnici.
Il ruolo delle Regioni e dei Corecom
Il merito della diffusione del patentino digitale nel nostro Paese è essenzialmente delle Regioni e più in particolare dei Comitati regionali per le comunicazioni (Corecom), organi funzionali dell’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) e, allo stesso tempo, organi di consulenza e gestione delle Regioni in materia di comunicazioni. In Toscana è uno dei progetti più strutturati e longevi: promosso dal CORECOM Toscana con la Regione, l’Istituto degli Innocenti, la Polizia Postale e l’Ufficio scolastico regionale, il percorso formativo è attivo nelle scuole medie per l’uso consapevole del web e dei social, con rilascio di patentino al termine del corso.
In Lombardia è attivo un protocollo con l’Ufficio Scolastico Regionale e Corecom Lombardia per diffondere percorsi di cittadinanza digitale rivolti a studenti, docenti e famiglie, con attestato di competenza digitale al termine delle attività.
In Sicilia è gestito dal Corecom Sicilia, che ha promosso attività di formazione nelle scuole superiori con corsi articolati in moduli su competenze etiche e tecniche per l’uso della rete.
L’esperienza del Lazio
Nel mio ruolo di Consigliere del Co.Re.Com Lazio fin dal 2020, ho avuto modo di assistere e di contribuire alla diffusione di questo strumento educativo anche nella Regione Lazio. Nel Lazio il patentino digitale è nato ufficialmente nel 2023, quando la Regione Lazio, su iniziativa del Presidente Francesco Rocca e dell’Assessore Giuseppe Schiboni, in collaborazione con il Co.Re.Com Lazio, ha avviato una sperimentazione strutturata di educazione alla cittadinanza digitale rivolta soprattutto agli studenti delle scuole secondarie di primo grado.
L’obiettivo iniziale era quello di fornire ai più giovani strumenti concreti per un uso consapevole della rete, dei social media e delle tecnologie digitali, affrontando temi come cyberbullismo, tutela dei dati personali, linguaggio online e responsabilità digitale. Nel 2024 il progetto è entrato nella fase operativa, con i primi percorsi formativi completati e la consegna dei patentini agli studenti, segnando il passaggio dalla sperimentazione alla diffusione nelle scuole.
Nel 2025 il programma si è consolidato ulteriormente grazie all’introduzione di percorsi didattici più strutturati come il progetto “Online Onlife”.
Online Onlife: educare a vivere il digitale
Realizzato in collaborazione con la Fondazione Articolo 49, con il patrocinio di AgCom, “Online/Onlife” rappresenta un modello di media education innovativo e partecipativo. Il percorso si articola in circa 10-20 ore di didattica, suddivise in dieci moduli che affrontano i temi chiave del rapporto tra giovani e tecnologie.
Si parte dalla tutela dei minori e dalla responsabilità individuale per arrivare ai rischi più diffusi della rete: cyberbullismo, hate speech, cyberstalking, adescamento online.
Non mancano approfondimenti su temi di grande attualità, come le fake news, la dipendenza da digitale e gli impatti sulla salute psicofisica, fino ad arrivare alle nuove prospettive aperte dall’intelligenza artificiale.
A rendere il percorso ancora più coinvolgente è la sua impostazione esperienziale: non solo lezioni frontali, ma attività pratiche e interattive che stimolano il confronto e la partecipazione.

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Nel 2026 il patentino digitale esce dai confini scolastici e diventa uno strumento educativo più ampio. Con l’iniziativa “RispettosaMente Connessi – Il Pa.Di. oltre le barriere”, la Regione Lazio estende il percorso anche a contesti sociali complessi, come gli istituti di detenzione minorile, trasformando il patentino digitale in un mezzo di inclusione, responsabilizzazione e reinserimento sociale.
In questo modo, il Lazio si afferma come uno dei territori più avanzati nel considerare l’educazione digitale non solo una competenza scolastica, ma una vera leva culturale e civica per l’intera comunità.
Fonti
- Co.Re.Com Lazio
- Co.Re.Com Lazio
- AGCOM
- Ministero dell’Istruzione e del Merito
- Co.Re.Com Toscana
- Repubblica Digitale
© Riproduzione riservata
Autore
Laureato in legge con specializzazione in giornalismo medico-scientifico. Da trent’anni nella comunicazione. Giornalista per testate nazionali e responsabile comunicazione in enti pubblici e privati. Presidente della Fondazione Opera Divin Redentore.
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