Nuove Indicazioni nazionali per i licei: le novità e i nodi aperti

Il Ministero ha ricevuto le nuove Indicazioni nazionali per i licei: arrivano AI trasversale, graphic novel e CLIL, ma emergono perplessità su geografia e storia.

Illustrazione editoriale con un compasso che unisce un libro di latino e un tablet con codice, sopra una mappa dell'Italia parzialmente cancellata.
Le nuove Indicazioni nazionali per i licei aggiornano un impianto rimasto invariato dal 2010, introducendo STEM, intelligenza artificiale e nuovi linguaggi narrativi, ma la sfida vera resta la capacità delle scuole di trasformare il documento in pratica didattica quotidiana.
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Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha ricevuto le nuove Indicazioni nazionali per i licei, un documento che aggiorna le norme in vigore dal 2010 e introduce novità su discipline STEM, intelligenza artificiale, italiano e lingue straniere. Emergono però perplessità su geografia e storia, con critiche legate alla ripartizione del monte ore e al nuovo approccio storiografico centrato sull'Occidente. L'efficacia del cambiamento dipenderà dalla capacità delle scuole di valorizzare il documento come occasione di continuità e dalla formazione del personale scolastico.


Le Indicazioni nazionali e il loro ruolo nel sistema scolastico autonomo

Sono giunte in questi giorni sul tavolo del Ministero dell'Istruzione e del Merito le nuove Indicazioni nazionali relative alla progettazione didattico-formativa dei licei per i prossimi anni. La commissione incaricata di aggiornare Indicazioni e Linee guida in corso per i vari gradi di scuola, che aveva già provveduto ad analoga revisione per le scuole del primo ciclo, ha consegnato al Ministro il nuovo documento dal quale sembrerebbero emergere alcuni aspetti di discontinuità rispetto alla norma precedente. Va ricordato che le Indicazioni Nazionali costituiscono un punto di svolta fondamentale nel contesto del processo di innovazione del sistema scolastico italiano, che si è imposto con il D.P.R. 275/99, più noto come Regolamento dell'Autonomia.

Esse infatti modificano radicalmente il precedente impianto dei Programmi Nazionali, che si limitavano a dettare i contenuti dei saperi richiesti agli studenti per il compimento del loro percorso di studi. Alla forma prevalentemente prescrittiva dei Programmi, che la scuola dell'Autonomia mette in soffitta, viene a sostituirsi un modello più ampio e inclusivo dell'apprendimento per obiettivi e competenze, con il quale gli studenti imparano a esercitare i saperi, per maturare quelle abilità che consentiranno loro di affrontare il proprio futuro sociale e professionale.

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L'intelligenza artificiale entra ufficialmente come disciplina trasversale in tutti i licei. Le nuove Indicazioni introducono anche graphic novel e narrazioni digitali tra le tipologie di testo per l'italiano.

Il quadro strategico ministeriale e le priorità del triennio 2026-2028

Le nuove Indicazioni intervengono su quelle per i Licei, in vigore dal 2010 a tutt'oggi. Un primo importante e programmatico passaggio avviene con il DM n.35 del 27.02.2026, con il quale il Ministero adotta l'Atto di indirizzo per le politiche scolastiche, relative all'annualità 2026 e a valere sul triennio 2026-28. Tra le dieci priorità individuate, il decreto prevede il potenziamento dell'offerta formativa attraverso un aggiornamento delle Indicazioni Nazionali e il nuovo esame di maturità. Scopo specifico di questo obiettivo è il rafforzamento della dimensione personalizzata e della didattica laboratoriale dell'insegnamento, al fine di valorizzare le potenzialità degli studenti in ragione dei traguardi raggiunti e secondo le aspirazioni di ciascuno.

Lo stesso Atto esprime inoltre una particolare ed esplicita attenzione al rilancio dei licei classici che da tempo stanno perdendo sistematicamente iscritti. Le Nuove Indicazioni Nazionali per i Licei costituiscono dunque un passo importante di questo processo strategico. Pur non modificando di molto l'impianto metodologico complessivo del modello originario a cui si è brevemente accennato sopra, il documento introduce tuttavia nel curricolo delle scuole alcune importanti novità legate a STEM, intelligenza artificiale e competenze trasversali.

Le principali novità didattiche tra AI, italiano e lingue straniere

È interessante innanzi tutto l'attenzione generale rivolta alle discipline STEM anche incentivando l'utilizzo delle tecnologie digitali e avvalendosi delle potenzialità offerte dall'Intelligenza Artificiale (AI). Quest'ultima viene introdotta ufficialmente come disciplina trasversale per tutte le materie, dando occasione per suggerire, più in generale, la necessità di un approccio diverso e vario nei confronti degli insegnamenti più tradizionali e consolidati. Ad esempio verrebbe incoraggiato il modello problem solving nel contesto delle procedure e delle regole del calcolo matematico. Verrebbero inoltre introdotte per l'Italiano nuove tipologie di testo su cui l'editoria scolastica dovrà confrontarsi rapidamente: graphic novel, scritture per il teatro e per il cinema e linguaggi delle narrazioni digitali visive di questo tempo. E ancora l'uso della metodologia CLIL per le lingue straniere e la possibilità di svolgere attività di formazione scuola-lavoro anche all'estero.

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Il ripristino della geografia come materia autonoma non prevede ore aggiuntive, con il rischio concreto di un tempo insufficiente per entrambe le discipline. Il nuovo approccio alla storia, dal particolare al generale con l'Occidente come punto di partenza privilegiato, ha già suscitato forti critiche.

Le perplessità su geografia e il controverso nuovo approccio allo studio della storia

Vi sarebbero tuttavia anche alcuni aspetti sui quali già i primi commentatori avrebbero sollevato perplessità. Intanto il ripristino della geografia come materia autonoma e distinta dall'insegnamento della storia, diversamente da come finora viene previsto per la geostoria: la perplessità risiede non tanto nella separazione in sé, quanto nel fatto che non sono previste ore aggiuntive: il monte ore attualmente dedicato alla geostoria rimarrebbe invariato, ma suddiviso tra le due discipline, con il rischio concreto che ciascuna di esse disponga di un tempo insufficiente al proprio adeguato svolgimento. Poi c'è il nodo cruciale del nuovo e radicale cambiamento dell'approccio allo studio della storia, che già nelle analisi delle Indicazioni Nazionali per il primo ciclo (infanzia, primaria e secondaria di 1°grado) era stato motivo di forti critiche.

Le nuove Indicazioni chiedono, infatti, una diversa visione dello studio storico, dal particolare al generale, attraverso un riposizionamento dell'Occidente come punto di vista e di partenza privilegiato: dalla specificità del contesto occidentale come punto di avvio, per arrivare progressivamente a comprendere le relazioni tra i fenomeni e i contesti delle altre culture del mondo.

L'emanazione formale attesa e il ruolo della formazione dei docenti

Sarà necessario attendere l'ormai prossima emanazione formale di queste nuove Indicazioni Nazionali per i Licei da parte del Ministero, presumibilmente e auspicabilmente accompagnata da note e/o linee guida che facciano luce sul lavoro delle scuole, in particolare sull'adeguamento dei singoli Piani di offerta formativa in relazione ai mutati orientamenti di programmazione. Le Indicazioni costituiscono uno strumento imprescindibile che modella il progetto didattico-educativo e che si configura come preliminare alla definizione del curricolo per ogni singola Istituzione scolastica.

La questione riguarda la capacità delle scuole di leggere questa versione corretta e riveduta delle Indicazioni non come una contrapposizione rispetto all'esistente, ma come occasione di continuità, e ciò per non vedere sminuiti o, peggio, vanificati i lavori che le scuole hanno condotto negli ultimi 20/25 anni in nome dell'Autonomia. L'aspetto innovativo del documento deve poter essere valorizzato, insistendo sulla condivisione prima di tutto di un comune linguaggio della professione docente, tale da rendere l'ambiente di apprendimento al passo con il contesto socio-culturale a cui appartiene, nel tempo e nello spazio.

Per questo rimane necessario investire sulla formazione in ingresso e in itinere del personale scolastico (vero fulcro dell'efficacia educativa), sia nelle fasi del reclutamento iniziale, sia nel processo sistematico e permanente della stessa carriera professionale, affinché qualunque innovazione sia sempre un passo in più verso una scuola che sia vera comunità educante.

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Fonti

  1. D.P.R. 275/99
  2. DM n.35 del 27.02.2026
  3. MIM
  4. MIUR
  5. Gazzetta Ufficiale
  6. Tecnica della Scuola
  7. Normattiva
  8. Orizzonte Scuola
  9. CLIL
  10. Agenda Digitale

© Riproduzione riservata

Autore

Renato Candia
Renato Candia

Dirigente scolastico, formatore e pubblicista, ha insegnato Comunicazione di massa all’Università di Messina ed è stato consulente per la didattica del cinema. Oggi fa parte del Comitato Tecnico-Scientifico dell’ANDiS.

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