Morti sul lavoro: a gennaio 2026 forte calo nei dati INAIL, ma è presto per parlare di svolta
I decessi sul lavoro a gennaio 2026 calano del 43,3% rispetto a un anno prima. Tre fattori strutturali spiegano il risultato, ma la prudenza rimane necessaria.
I dati INAIL pubblicati a marzo 2026 registrano un calo senza precedenti degli infortuni mortali nel mese di gennaio, con 33 decessi in meno rispetto al 2025. Norme più severe, controlli intensificati e una nuova centralità della formazione spiegano il fenomeno, che richiede, tuttavia, conferme nei mesi a venire.
Un gennaio senza precedenti nei dati sulla mortalità
I dati INAIL, pubblicati agli inizi di marzo 2026 e riguardanti gli incidenti mortali sul lavoro avvenuti nel mese di gennaio, mostrano un sostanzioso calo delle mortalità rispetto allo stesso mese del 2025 con una diminuzione netta del 43,3%, dato inaspettato ed incoraggiante che pare possa essere foriero di un nuovo ed inedito capitolo della tormentata vicenda degli infortuni sui luoghi di lavoro che da tanto, troppo tempo suggestiona negativamente il dibattito intorno a questo tema. Le denunce di infortunio con esito mortale in occasione di lavoro, inoltrate entro la fine di gennaio 2026, sono state 27 contro le 45 registrate nello stesso mese del 2025 (-42,1%) mentre gli infortuni mortali in itinere, quelli che avvengono nel tragitto tra casa e luogo di lavoro, scendono da 14 a 6 (-57,1%).
Un risultato innegabilmente positivo che va letto, tout court, con estrema cautela nel momento in cui si analizzano e si commentano dati mensili che, per connotazione statistica, sono giustappunto parziali ma che, contemporaneamente, potrebbero contenere in nuce un inizio, atteso da tempo, di un cambiamento strutturale che possa finalmente traghettare le comunità produttive del nostro paese fuori dall'emergenza della mortalità sul lavoro.
Oltre 10 mila morti in dieci anni, con miglioramenti lentissimi
Per comprendere meglio il forte impatto culturale di questo agognato cambio di passo è sufficiente leggere qualche numero della serie storica INAIL sugli infortuni mortali relativa al periodo 2016-2025: oltre 10.000 decessi con una media di più di 1.000 morti per anno, avvenuti sia in occasione di lavoro (73,6%) che in itinere (26,4%). Questo decennio, caratterizzato fortemente dalla costante presenza tra gli stakeholder di un aspro dibattito su quali fossero le vere cause da eliminare per dare una spallata definitiva a questo triste fenomeno, è stato contrassegnato da un lentissimo miglioramento dei risultati.
Un periodo di deboli segnali di cambiamento tendente sempre all'idea che la filiera della sicurezza sul lavoro fosse incapace di scrollarsi di dosso le proprie contraddizioni strutturali, condannato a ripetere continuamente gli stessi errori e capace soltanto di mascherarli ogni volta con nuove promesse.
Le tre ragioni del calo tra norme, controlli e formazione
Gli esperti del settore individuano almeno tre ragioni. La prima è di carattere normativo. La Legge n° 198 del 31 ottobre 2025, che ha convertito in procedure operative quanto richiamato nel Decreto Legge 159 del 2025, ha inasprito le sanzioni per le violazioni contenute nel D.Lgs. 81/2008, raddoppiando le pene amministrative e penali e consolidando ulteriormente il sistema della patente a crediti per le imprese edili attraverso la sospensione automatica dell'attività in caso di infortuni gravi o mortali.
La seconda ragione è ispettiva: i controlli nei luoghi di lavoro più a rischio, già intensificati nel corso del 2024 e aumentati ancor di più nel 2025, hanno generato un sentiment di reale deterrenza nei confronti dei comportamenti borderline registrabili sui luoghi di lavoro. La terza è di natura culturale: l'accoglimento del valore strategico della formazione, risancito dall'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 in tema di riorganizzazione della formazione sulla sicurezza sul lavoro, comincia finalmente a dare i suoi frutti nell'edificare quel circolo virtuoso capace di modificare in positivo i comportamenti sia dei lavoratori che dei datori di lavoro.
In attesa dei dati semestrali
Questo seducente panorama che ci viene consegnato dai dati di gennaio 2026 non va letto con eccessivo entusiasmo, altrimenti si corre il rischio di farsi travolgere da un imprudente e prematuro ottimismo. È consigliabile abbracciare un approccio attendista in previsione di quanto succederà nei prossimi mesi, per evitare conclusioni affrettate. Converrà attendere almeno le prossime pubblicazioni semestrali INAIL e verificare che i dati siano avvalorati da altri elementi convergenti che possano far intravedere una reale e duratura inversione di tendenza.

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Il 2026 è iniziato portando in dote una notizia che merita di essere accolta con soddisfazione ma senza abbassare la guardia. Il calo dei decessi in occasione di lavoro è un risultato che non ha precedenti recenti nella serie storica mensile dell'INAIL. Ogni statistica è fatta di storie individuali: ciascuno di questi decessi ha coinvolto una persona appartenente ad una famiglia e ad una comunità che ci ricordano che la sicurezza sul lavoro non è ancora una realtà garantita per tutti.
Fonti
- INAIL
- Normattiva
- Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
© Riproduzione riservata
Autore
Già direttore di enti di formazione, ha maturato una significativa esperienza nella formazione professionale e nel coordinamento educativo. È attivo nella promozione di progetti didattici, culturali e di orientamento rivolti ai giovani.
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