Il MIM proroga le iscrizioni al 10 febbraio 2025 e richiama il valore dell’orientamento come processo educativo continuo: Linee guida, e-Portfolio, PCTO, piattaforma digitale e docenti tutor, fino alla “didattica orientativa” di Carlo Mariani.
Attribuire ai chatbot una sapienza inesistente è confondere la dialettica con la conoscenza. L’oracolo digitale diventa un idolo linguistico. Dietro scorrono invisibili le mani che possiedono infrastrutture e dati di tutti.
A 25 anni dal DPR 275/99, l’autonomia scolastica appare “incompiuta”: più responsabilità alle scuole, ma anche più burocrazia e meno coordinamento territoriale. Dal convegno Andis di Bergamo l’urgenza di una battaglia culturale per il successo formativo.
IA e transizione digitale possono aumentare produttività, ma in Italia rischiano di amplificare mismatch, salari stagnanti e pressione sul welfare. Servono innovazione sociale, formazione e nuove governance per gestire l’invecchiamento e redistribuire i benefici.
L’olio extravergine di oliva è spesso penalizzato dal conteggio calorico. Eppure sempre più studi ne confermano un ruolo preventivo su glicemia, cuore e metabolismo.
In Italia “inclusione” è spesso uno slogan: molti alunni con disabilità vengono separati e delegati al solo sostegno. Pedagogisti e scuole mostrano che servono formazione, responsabilità collettiva e pratiche cooperative.
La prova scritta del concorso per Dirigenti scolastici mette al centro procedure e normative. Ma tra rischio e incertezza (DVR, scelte organizzative, conflitti), la scuola chiede anche competenze decisionali, relazionali e formazione continua.
L’ascesa dell’Intelligenza Artificiale generativa sembra un prodigio. Ma dietro la meraviglia si nascondono opacità industriali, rischi sociali e nuove forme di potere. Siamo davvero davanti al progresso, oppure stiamo cedendo il controllo della nostra creatività a un culto digitale?
Un percorso di formazione post-scolastica attraverso un accesso facilitato all’offerta promossa dalle Università digitali, rivolto a giovani provenienti da contesti urbani storicamente meno fortunati.
Le nuove generazioni scrivono sempre meno a mano: secondo una ricerca del National Literacy Trust solo il 10 % dei bambini scrive quotidianamente a mano. Un declino che coincide con l’avvento dello smartphone e che rischia di impoverire competenze cognitive e creative.
La dispersione scolastica in Italia resta un’emergenza: nel 2022 ben 465.000 giovani (11,5% della fascia 18-24 anni) hanno abbandonato gli studi. Il governo attiva 790 milioni € via PNRR per contrastare il fenomeno con tutoraggio e potenziamento scolastico.
Nel sistema scolastico italiano l’identità è una questione urgente: la scuola deve formare cittadini consapevoli, capaci di riconoscersi nella comunità nazionale e digitale, costruendo appartenenza, memoria condivisa e responsabilità sociale.
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