L’occupazione in Italia cresce e la disoccupazione scende. Ma tra competitività europea, Clean Industrial Deal e tensioni commerciali (dazi), il lavoro va ripensato: transizioni green e digitali cambiano professioni e competenze, rendendo cruciale la formazione.
In un mondo attraversato da tensioni geopolitiche e narrazioni distorte, storici e studiosi riflettono su verità, falsificazione e ruolo educativo della storia come chiave per comprendere il presente.
Nel 2024 le ispezioni sul lavoro aumentano del 42%: oltre 1,2 miliardi recuperati, irregolarità al 71,7% e più di 137.000 lavoratori irregolari emersi. Con 4.585 ispettori, la sfida resta enorme.
Negli ultimi 20 anni l’Italia ha perso oltre 1,150 milioni di lavoratori autonomi: un cambiamento che incrocia crisi settoriali, politiche fiscali, smart working e piattaforme digitali. Ora servono nuove regole per il lavoro “ibrido”.
La “genitorialità intensiva” alza aspettative e stress: tra lavoro, cura e costi, molte famiglie faticano a reggere l’equilibrio. In un Paese con natalità in calo, servono politiche e un cambio culturale: essere “sufficientemente buoni” può bastare.
Le nuove Indicazioni Nazionali riaprono il confronto sulla progettazione didattica: dal modello 2012 centrato su competenze e curricolo d’istituto, alla domanda chiave di oggi su continuità, umanesimo e pensiero critico.
Produttività, assenteismo, engagement: il benessere non è un extra. Tra autoefficacia, equità e quiet quitting, aziende e PA devono passare dai benefit spot a una cultura di supporto, crescita e welfare capace di trattenere talenti.
Un progetto di educazione ambientale che porta gli studenti laziali dentro gli impianti industriali, per scoprire energia, rifiuti e innovazione come alleati nella transizione ecologica.
Caregiver familiari: una rete invisibile che regge l’assistenza in Italia, ma vive solitudine, stress e poco supporto. Dati ISS e modelli europei indicano che riconoscimento, servizi di sollievo e tutele economiche sono urgenti.
Una riflessione sull’Intelligenza Artificiale: tra entusiasmo e timori, ChatGPT e i Big Data, i limiti rispetto al pensiero umano, i richiami a Chomsky e Pinker, fino a una chiusa semplice: un sorriso può salvare il mondo.
Il rooming-in nasce per favorire il legame madre-neonato, ma senza un adeguato supporto rischia di trasformarsi in un’esperienza di solitudine e stress. Ripensarlo in chiave più umana è oggi una necessità.
La parola è esperienza. Se la semplifichiamo in funzioni statistiche, perdiamo l’emozione che le dà senso. Occam invita alla misura nella conoscenza. L’AI può generare sequenze probabili, ma solo la coscienza umana custodisce percezione e responsabilità del significato.
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