L’IA sta trasformando il mercato del lavoro: automatizza attività ripetitive, riduce alcuni ruoli ma ne crea di nuovi. Per lavoratori e aziende la chiave sarà adattarsi, investire in competenze digitali, pensiero critico e apprendimento continuo.
La domanda di energia continua a crescere e il solo affidamento alle rinnovabili non basta a garantire sicurezza energetica. L’Italia guarda di nuovo al nucleare per sostenere la transizione climatica e la stabilità della rete.
La giacca da sera più iconica nasce tra eleganza britannica e audacia americana. Dal numero 15 di Savile Row al Tuxedo Club, un viaggio nella storia del “black tie”
Le startup guidano l’economia moderna: innovano, creano nuove opportunità, aumentano efficienza e attraggono investimenti. Le deep tech accelerano il progresso e possono aiutare a raggiungere l’Agenda 2030 e i 17 SDGs, ma serve un ecosistema più solido.
Il report OCSE fotografa i ritardi dell’istruzione italiana. La filiera tecnico-professionale può ridurre dispersione e mismatch, rafforzare occupabilità e sistema duale. Il PNRR investe sugli ITS e sulla riforma dei percorsi, ma servono standard nazionali.
L’Italia resta quasi stabile solo grazie all’immigrazione, mentre il saldo naturale continua a pesare. Invecchiamento e famiglie sempre più piccole spingono su lavoro, welfare e servizi: servono scelte strutturali, non bonus.
L’occupazione in Italia cresce e la disoccupazione scende. Ma tra competitività europea, Clean Industrial Deal e tensioni commerciali (dazi), il lavoro va ripensato: transizioni green e digitali cambiano professioni e competenze, rendendo cruciale la formazione.
In un mondo attraversato da tensioni geopolitiche e narrazioni distorte, storici e studiosi riflettono su verità, falsificazione e ruolo educativo della storia come chiave per comprendere il presente.
Nel 2024 le ispezioni sul lavoro aumentano del 42%: oltre 1,2 miliardi recuperati, irregolarità al 71,7% e più di 137.000 lavoratori irregolari emersi. Con 4.585 ispettori, la sfida resta enorme.
Negli ultimi 20 anni l’Italia ha perso oltre 1,150 milioni di lavoratori autonomi: un cambiamento che incrocia crisi settoriali, politiche fiscali, smart working e piattaforme digitali. Ora servono nuove regole per il lavoro “ibrido”.
La “genitorialità intensiva” alza aspettative e stress: tra lavoro, cura e costi, molte famiglie faticano a reggere l’equilibrio. In un Paese con natalità in calo, servono politiche e un cambio culturale: essere “sufficientemente buoni” può bastare.
Le nuove Indicazioni Nazionali riaprono il confronto sulla progettazione didattica: dal modello 2012 centrato su competenze e curricolo d’istituto, alla domanda chiave di oggi su continuità, umanesimo e pensiero critico.
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