Il PNRR promette rilancio e riforme, ma la sanità resta al centro delle critiche: risorse percepite come insufficienti e Case della Comunità tra ambizione e rischio ‘facciata’. Serve una visione olistica e investimenti mirati.
Nel marzo del 2023, il Governo Italiano ha introdotto una riforma storica per migliorare l'assistenza agli anziani non autosufficienti. Tra i pilastri, la Valutazione Nazionale Unica: meno burocrazia, più accesso. Ma non tutte le promesse sono rimaste.
Nella PA le “grandi dimissioni” mettono a nudo una crisi: scarsa valorizzazione, merito debole, formazione e work-life balance episodici. Senza un cambio culturale e una gestione strategica del capitale umano, servizi e fiducia dei cittadini rischiano di deteriorarsi.
Povertà sanitaria in crescita: nel 2023 oltre 427mila persone hanno chiesto aiuto per farmaci e cure. Il Terzo Settore regge pezzi di SSN. Nel Lazio un piano da 3 miliardi ai privati punta a ridurre le liste d’attesa.
Il 2023 è stato l’anno più caldo mai registrato. La concentrazione di CO2 ha superato 422 ppm, livelli paragonabili al Pliocene. Gli eventi climatici estremi aumentano e l’adattamento diventa una priorità immediata, soprattutto in Italia.
Il PNRR può cambiare davvero la PA solo se si sciolgono nodi politici e organizzativi: rapporto con autonomie territoriali, reti pubblico-private, capitale sociale. In parallelo, il welfare evolve verso modelli “community” più vicini alle persone.
Il National Biodiversity Future Center (NBFC) punta a proteggere la biodiversità con un approccio multidisciplinare. AI e IoT raccolgono dati ambientali in tempo reale, li analizzano e aiutano a prevedere minacce, coinvolgendo anche la comunità.
La dieta mediterranea nasce dall’osservazione scientifica di uno stile alimentare semplice ma ricco di nutrienti. Studi internazionali continuano a confermare il suo ruolo nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.
Un mondo virtuale immersivo, reso possibile da VR/AR, blockchain, potenza di calcolo e 5G, promette nuove economie e nuovi modi di lavorare e imparare. Ma restano sfide su privacy, sicurezza e accessibilità.
In un contesto dove tutto corre verso il digitale, le istituzioni scolastiche italiane mostrano ancora difficoltà a completare il proprio percorso di innovazione. Il nuovo Osservatorio per la Scuola Digitale prova a fare il punto su infrastrutture, didattica e formazione.
Oltre mille morti sul lavoro ogni anno e un costo stimato al 6,3% del PIL. Per invertire la rotta serve prevenzione: scuola, appalti meno al ribasso, modelli di gestione della sicurezza e un Inail più centrale.
Perché la PA fatica ad attrarre giovani? Non c’entra solo il reddito di cittadinanza: pesano salari d’ingresso bassi, costo della vita, scarse prospettive di crescita e modelli organizzativi rigidi. Serve una gestione HR più strategica.
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