In Italia “inclusione” è spesso uno slogan: molti alunni con disabilità vengono separati e delegati al solo sostegno. Pedagogisti e scuole mostrano che servono formazione, responsabilità collettiva e pratiche cooperative.
La prova scritta del concorso per Dirigenti scolastici mette al centro procedure e normative. Ma tra rischio e incertezza (DVR, scelte organizzative, conflitti), la scuola chiede anche competenze decisionali, relazionali e formazione continua.
L’ascesa dell’Intelligenza Artificiale generativa sembra un prodigio. Ma dietro la meraviglia si nascondono opacità industriali, rischi sociali e nuove forme di potere. Siamo davvero davanti al progresso, oppure stiamo cedendo il controllo della nostra creatività a un culto digitale?
Un percorso di formazione post-scolastica attraverso un accesso facilitato all’offerta promossa dalle Università digitali, rivolto a giovani provenienti da contesti urbani storicamente meno fortunati.
Le nuove generazioni scrivono sempre meno a mano: secondo una ricerca del National Literacy Trust solo il 10 % dei bambini scrive quotidianamente a mano. Un declino che coincide con l’avvento dello smartphone e che rischia di impoverire competenze cognitive e creative.
La dispersione scolastica in Italia resta un’emergenza: nel 2022 ben 465.000 giovani (11,5% della fascia 18-24 anni) hanno abbandonato gli studi. Il governo attiva 790 milioni € via PNRR per contrastare il fenomeno con tutoraggio e potenziamento scolastico.
Nel sistema scolastico italiano l’identità è una questione urgente: la scuola deve formare cittadini consapevoli, capaci di riconoscersi nella comunità nazionale e digitale, costruendo appartenenza, memoria condivisa e responsabilità sociale.
Tra “navigare a vista” e idea di scuola: il disegno di legge sulla valutazione punta sulla semplificazione (giudizi sintetici, comportamento in decimi), ma rischia di ridurre la complessità degli apprendimenti e la credibilità del lavoro formativo.
A cent’anni dalla nascita della radio, il medium che ha informato, intrattenuto e unito generazioni si reinventa ancora: dallo storico “etere” alla FM, fino a streaming, podcast e IA. Un secolo dopo, la radio guarda avanti.
Lo streaming sorpassa la Pay TV: i dati Mediobanca segnano un cambio d’era. Nel 2023 il mercato cresce, ma margini restano negativi e il lavoro è a rischio. Tra canone Rai e modelli A-Vod, il 2024 può ridisegnare la TV italiana.
Dagli undici acquedotti romani al nuovo piano idrico da 2 miliardi di euro. La Capitale difende la qualità della sua acqua con investimenti e scienza.
La scuola italiana affronta un presente fluido, ricco di spinte e resistenze. Comprendere il cambiamento significa ascoltare la realtà, formare persone e affrontare con coraggio l’innovazione digitale e organizzativa.
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