L’acqua di Roma, un bene inestimabile per la salute pubblica

Dagli undici acquedotti romani al nuovo piano idrico da 2 miliardi di euro. La Capitale difende la qualità della sua acqua con investimenti e scienza.

Arcate monumentali di un antico acquedotto romano in un paesaggio urbano moderno.
Gli acquedotti romani. Infrastrutture millenarie che ancora oggi ispirano la gestione idrica della Capitale.
Indice dei contenuti

L’acqua ha rappresentato un bene prezioso per tutte le civiltà. Con l’arrivo dell’Antica Roma si trasforma in un sistema ingegneristico avanzato al servizio dei cittadini. Oggi la gestione idrica richiede investimenti, riduzione delle perdite e conferme scientifiche sulla qualità dell’acqua romana.


Roma. L’acqua come civiltà

Fin dai tempi più remoti, l’acqua ha rappresentato un bene prezioso e una fonte di vita per tutte le popolazioni. Con l’arrivo dell’Antica Roma essa acquisisce un valore ancora più importante. Una risorsa indispensabile per tutti i fabbisogni della cittadinanza. Questo grazie allo straordinario utilizzo di opere tecnologiche e ingegneristiche dedicate a una rete idrica capace di captare l’acqua dalle sorgenti dell’Appennino per condurla fino al centro urbano. Le opere idriche romane resero la città Caput Mundi.

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L’acqua non era solo un bisogno. Era una infrastruttura politica, sanitaria e culturale.

Undici acquedotti che resistono al tempo

Furono costruiti ben undici acquedotti principali che ancora oggi sono parzialmente in funzione e visibili nei parchi archeologici della Capitale. Con lo sviluppo urbano e demografico di Roma i fabbisogni idrici si moltiplicano per ragioni domestiche, industriali e pubbliche. La gestione moderna richiede investimenti per ridurre perdite e sostituire condotte fatiscenti.

Negli ultimi anni le perdite idriche a Roma sono passate dal 43% al 28%. Media Italia: 42%. Il Comune di Roma ha approvato un piano da circa 2 miliardi di euro, in collaborazione con Acea, per mettere in sicurezza il settore idrico e affrontare le oscillazioni climatiche. Tali iniziative saranno fondamentali per garantire una maggiore sicurezza e qualità dell’acqua romana. Purezza e bontà dei nutrienti vengono monitorate da enti scientifici nazionali.

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L’acqua romana protegge ossa e cuore.

L’Istituto Superiore di Sanità certifica che un litro di acqua romana contiene circa 100 mg di calcio e 20 mg di magnesio. Minerali indicati per bambini, anziani e persone fragili. Si sfata così un luogo comune: l’acqua della Capitale non è causa di disturbi renali. Anzi. Può persino scongiurare alcune problematiche e proteggere da patologie cardiovascolari.ù

Fonti

  1. Comune di Roma
  2. Acea
  3. Istituto Superiore di Sanità

Autore

Donato Bonanni
Donato Bonanni

Laureato in Scienze Politiche, PHD in Diritto delle Relazioni di Lavoro (Fondazione Marco Biagi Università Modena e Reggio Emilia). Presidente di Ripensiamo Roma, opinionista, ambientalista.

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