Educazione musicale, finalmente protagonista: cosa cambia con il Decreto 221/2025
Con il Decreto 221/2025 la musica diventa asse formativo strutturale nella scuola italiana. Dalla primaria alla secondaria di primo grado, un curricolo verticale che valorizza il patrimonio culturale nazionale e prevede docenti specializzati AFAM.
Con l'uscita nella Gazzetta Ufficiale n. 21 del 27 gennaio 2026 Γ¨ stato formalmente reso operativo il Decreto n. 221 del 9 dicembre 2025. Il provvedimento, sottoscritto dal Ministro dell'Istruzione e del Merito, introduce e rende vigenti le nuove e attese "Indicazioni nazionali" destinate alla definizione del curricolo per la scuola dell'infanzia e per il primo ciclo di istruzione.
Il Decreto e la svolta culturale
Ne abbiamo parlato con la Prof.ssa Ornella Cuzzupi, Consigliere Superiore della Pubblica Istruzione e Segretario Nazionale UGL Istruzione:
"Per la prima volta in modo così esplicito, l'educazione musicale viene riconosciuta come asse formativo strutturale e non come elemento accessorio dell'offerta didattica. à un cambio di prospettiva che merita attenzione, perché incide su come la scuola interpreta il proprio compito: non solo trasmettere saperi, ma costruire strumenti di comprensione del mondo e di relazione con gli altri.
Una nuova direzione figlia anche della scelta di un grande musicista italiano, Uto Ughi, come coordinatore della commissione Musica, che ha contribuito in maniera determinante a valorizzare lo studio del repertorio classico. L'Italia vanta infatti un patrimonio musicale di valore inestimabile: compositori, interpreti, istituzioni e tradizioni che hanno segnato la storia della musica occidentale e che ancora oggi rendono il nostro Paese un riferimento internazionale. Studiare musica significa quindi conoscere e comprendere una parte essenziale dell'identitΓ culturale nazionale, ma anche acquisire strumenti per leggere, interpretare e mettere in relazione linguaggi, epoche e culture diverse.
Per questo le Indicazioni ribadiscono l'importanza di investire in un'educazione musicale di base, fin dalla scuola dell'infanzia. Nei primi anni di vita la musica Γ¨ uno strumento metodologico privilegiato per l'apprendimento linguistico e per l'espressione emotiva: la comunicazione si fonda sulla capacitΓ di ascolto e sulla primordiale interpretazione affettiva dei suoni."
La musica come strumento formativo multidimensionale
Studiare musica, infatti, non significa soltanto imparare note e ritmi. Significa sviluppare pensiero simbolico, capacitΓ di rappresentazione, sensibilitΓ critica, ascolto consapevole. Le nuove Indicazioni mettono bene in evidenza la pluralitΓ delle funzioni formative coinvolte: cognitive, estetiche, linguistiche, espressive, relazionali, corporee. La musica attiva processi complessi e interdipendenti, che rafforzano competenze trasversali oggi piΓΉ che mai necessarie.
La musica Γ¨ inoltre un potente linguaggio comunicativo: permette di esprimersi e comunicare attraverso la produzione e l'ascolto, di comprendere la sintassi dei codici musicali e di sviluppare competenze linguistiche specifiche. A ciΓ² si aggiungono le dimensioni relazionale e sociale, identitaria e interculturale, fino a quella cinestetico-corporea, che coinvolge il corpo, il movimento, la coordinazione senso-motoria e il rapporto tra gesto e pensiero astratto.
La fruizione e la pratica musicale veicolano valori, emozioni e significati, contribuendo allo sviluppo cognitivo ed emotivo, alla coordinazione percettivo-motoria, alla consapevolezza critica ed estetica. In questa prospettiva, la musica diventa anche uno strumento efficace di prevenzione del disagio e della dispersione scolastica, favorendo il rispetto delle regole, la cooperazione e il senso di appartenenza. In quest'ottica, un ruolo centrale Γ¨ attribuito alla pratica corale, che dovrebbe entrare stabilmente nell'esperienza di ogni alunno. Cantare insieme significa imparare ad ascoltare l'altro, confrontarsi, accettare la diversitΓ , condividere un obiettivo comune e anche esibirsi in luoghi dove Γ¨ certamente possibile comprendere cosa sia il "bello". Le Indicazioni, infatti, incoraggiano attivitΓ d'insieme, incontri con interpreti, lezioni-concerto, frequentazione dei luoghi della musica: esperienze che trasformano l'apprendimento in partecipazione culturale.
Spesso, nei contesti piΓΉ disagiati, la scuola Γ¨ il baluardo dello Stato, e un'apertura prolungata, anche per il tramite dei progetti pomeridiani, puΓ² rappresentare un significativo miglioramento per la comunitΓ nella quale si trova ad operare. L'esperienza sul campo conferma quanto questo orientamento sia concreto: ricordo, in uno dei miei anni di servizio come docente, una Dirigente Scolastica veramente illuminata, che praticamente ci "obbligΓ²" ad aiutarla a tenere aperta la scuola nel pomeriggio, con il risultato di averla sempre piena di ragazzi, che altrimenti avrebbero trascorso il resto della giornata in strada.
Con le Nuove Indicazioni la scuola italiana ambisce a promuovere un'educazione musicale per tutti, articolata in un curricolo verticale dalla primaria alla secondaria di primo grado. L'insegnamento della musica si fonda sull'ascolto attivo e guidato, sulla pratica vocale e strumentale, sull'esplorazione dell'ecosistema sonoro e dei paesaggi acustici, sull'analisi e l'interpretazione delle musiche: in chiave transdisciplinare, la musica dialoga con le altre discipline, contribuendo allo sviluppo del pensiero critico, della creativitΓ e delle competenze sensoriali, cognitive, espressive e relazionali.
L'attenzione riservata alla musica nelle Nuove Indicazioni non rappresenta solo un aggiornamento didattico, ma una vera scelta culturale e civile: formare cittadini capaci di ascoltare, comprendere e interpretare la complessitΓ del mondo sonoro significa educare alla consapevolezza, al dialogo e al rispetto delle differenze. In questo senso, la musica torna a essere ciΓ² che storicamente Γ¨ sempre stata: uno strumento fondamentale di conoscenza, relazione e costruzione della comunitΓ .
Formazione dei docenti e prospettive future
In questa prospettiva, un punto decisivo riguarda la qualitΓ della formazione dei docenti: l'auspicio Γ¨ che, in particolare nella scuola primaria, l'insegnamento della musica possa essere progressivamente affidato a personale con una formazione musicale specialistica, formato all'interno delle istituzioni AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica). Un investimento in questa direzione garantirebbe una maggiore competenza didattica e una piΓΉ solida consapevolezza culturale, evitando il rischio di ridurre l'educazione musicale a una pratica occasionale o meramente accessoria.

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Parallelamente, le Nuove Indicazioni aprono la strada alla creazione di percorsi specifici di formazione e aggiornamento destinati al personale attualmente in servizio, attraverso corsi strutturati e qualificati promossi dalle istituzioni AFAM in collaborazione con il sistema scolastico.
Rafforzare il dialogo tra scuola e alta formazione musicale significherebbe non solo innalzare la qualitΓ dell'insegnamento, ma anche costruire una filiera educativa coerente, capace di accompagnare gli studenti dalla prima alfabetizzazione sonora a una piena consapevolezza musicale e culturale.
La musica, in fondo, Γ¨ sempre stata questo: uno strumento di comunicazione e di comunitΓ . Riportarla al centro della scuola Γ¨ una scelta che guarda lontano.
Fonti
- Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana
- Ministero dell'Istruzione e del Merito - Indicazioni Nazionali
- UGL Scuola - Unione Generale del Lavoro
- AFAM - Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica
- Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione
Β© Riproduzione riservata
Autore
Tenore, direttore dβorchestra e musicologo, diplomato con lode al Conservatorio Santa Cecilia. Alterna interpretazione, direzione e ricerca. Docente di Storia della musica al Conservatorio Gesualdo da Venosa e direttore artistico di Rolando Nicolosi.
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