Al via Ripensiamo Ambiente 2025, educazione ambientale per le scuole del lazio sulle opportunita’ del nucleare e del trattamento dei rifiuti

Un progetto di educazione ambientale che porta gli studenti laziali dentro gli impianti industriali, per scoprire energia, rifiuti e innovazione come alleati nella transizione ecologica.

Studenti in visita al termovalorizzatore di Pozzilli durante il progetto formativo Ripensiamo Ambiente 2025.
Termovalorizzatore di Pozzilli. Gli studenti del “Giovanni Caboto” in visita guidata nel percorso industriale del CSS.
Indice dei contenuti

Partito dal termovalorizzatore di Pozzilli il programma 2025 di Ripensiamo Ambiente. Il progetto è promosso dall’Associazione Ripensiamo Roma in collaborazione con ATIA ISWA Italia e coinvolgerà le scuole della Regione Lazio.


La visita al termovalorizzatore di Pozzilli

Il progetto formativo Ripensiamo Ambiente, destinato alle scuole secondarie di primo e secondo grado, ha la finalità di diffondere una nuova e diversa cultura dell’ambiente attraverso la conoscenza delle opportunità offerte dall’energia nucleare di nuova generazione e delle tecnologie legate alle energie e al trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani. Una iniziativa che mette al centro il legame imprescindibile tra la salvaguardia dell’ambiente naturale e l’innovazione tecnologica.

Nell’ambito dell’iniziativa, venerdì 14 marzo il termovalorizzatore gestito da Herambiente è stato visitato da circa 30 ragazzi, delle classi prime dell’Istituto Tecnico Nautico Giovanni Caboto di Gaeta (LT). Nei prossimi mesi, sempre nell’ambito del progetto, saranno poi ospitate nell’impianto altre scuole laziali. Con la visita al termovalorizzatore di Pozzilli i ragazzi coinvolti nel progetto Ripensiamo Ambiente 2025 hanno avuto modo di conoscere il virtuoso ciclo di trattamento di un impianto alimentato da fonti rinnovabili (IAFR), che rappresenta un’eccellenza tecnologica e ambientale in Italia.

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Informare i giovani con trasparenza e rigore scientifico è un investimento sulla democrazia energetica del futuro.

Nel termovalorizzatore entra CSS (Combustibile Solido Secondario) derivato dalla selezione del rifiuto urbano secco non differenziabile. Dalla sua combustione si ricava energia elettrica, con un’immissione in rete di circa 80mila MWh all’anno. Ciò è pari al fabbisogno di circa 84mila cittadini, contribuendo all’autonomia energetica del Paese. Alla visita, dopo una presentazione dell’impianto e un inquadramento generale del ciclo rifiuti, è seguito un momento dedicato al percorso industriale effettuato dal CSS. Questo, dopo i controlli di legge che ne determinano l’ammissione, viene prima stoccato e successivamente avviato a combustione. I ragazzi hanno anche potuto vedere, attraverso un’apposita finestrella, il forno dal cui vapore si alimenta la turbina che produce energia elettrica.

L’energia nucleare in una strategia sostenibile

Lo scopo è di trasmettere ai giovani informazioni trasparenti e imparziali sull’energia nucleare ed una maggiore consapevolezza in relazione all’importanza e al valore dei rifiuti, senza la quale è impensabile tutelare ogni aspetto legato all’ambiente.

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La conoscenza diretta riduce pregiudizi e favorisce una cittadinanza energetica consapevole.
“Ripensiamo Roma intende promuovere una nuova e diversa cultura ambientale, basata sull’informazione ‘scientifica’ e chiara, rivolta a tutti i cittadini”. spiega Donato Bonanni, Presidente di Ripensiamo Roma. “È essenziale che i giovani capiscano le opportunità offerte dal nucleare in un mondo complesso come quello attuale, nel quale le crisi geopolitiche possono mettere a rischio l’approvvigionamento di energia. Il nucleare si propone come una fonte energetica pulita e sicura, che può dare vita ad un mix energetico sostenibile da integrare con le energie rinnovabili. Questo mix è in grado di assicurare quella continuità nell’approvvigionamento dell’energia che non è sempre garantita dalle fonti rinnovabili. A ciò si aggiunge un notevole vantaggio economico per il nostro Paese, quantificabile in una bolletta energetica meno cara del 40%, così come avviene in Francia, paese nel quale il nucleare di nuova generazione è ampiamente diffuso”. ha proseguito Bonanni.

Il progetto si conferma come un esempio di citizen education che porta concretamente gli studenti dentro gli impianti industriali per comprendere cosa significhi produrre energia e gestire i rifiuti in sicurezza.

Autore

Federico Giannone
Federico Giannone

Laureato in legge con specializzazione in giornalismo medico-scientifico. Da trent’anni nella comunicazione. Giornalista per testate nazionali e responsabile comunicazione in enti pubblici e privati. Presidente della Fondazione Opera Divin Redentore.

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